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Noto, chiusa la fase diocesana per la beatificazione di mons. Guglielmo Giaquinta

Nato a Noto nel 1914, fu vescovo di Tivoli e fondò il movimento Pro Sanctitate

Chiusa la fase delle inchieste diocesane riguardanti la vita di mons. Guglielmo Giacquinta, “Servo di Dio” originario di Noto ma poi trasferitosi nel Lazio dove dopo aver preso i voti nel 1939 divenne anche vescovo di Tivoli.

Lo ha annunciato mons. Angelo Giurdanella durante l’omaggio floreale a San Corrado del 19 febbraio, chiedendo anche ai fedeli di Noto e della diocesi netina a raccogliersi nella preghiera affinché l’iter di beatificazione possa avere esito positivo.

Nato a Noto nel 1914, dopo la nomina a vescovo di Tivoli è stato anche chiamato a ricoprire diversi incarichi nella Cei. Negli anni ’70 scrive le sue opere più celebri come: L’amore è rivoluzione (1973), La rivolta dei samaritani (1977) e Il Cenacolo (1981). Nel 1987 è costretto a rassegnare le sue dimissioni da vescovo per affrontare una malattia che lo porterà via il 15 giugno 1994.

E’ stato il fondatore della famiglia apostolica Pro Sanctitate, movimento che aggrega laici e consacrati e che ha la missione di diffondere la chiamata universale alla santità. Ricostruite le testimonianze e chiusa la fase diocesana, l’indagine sarà trasmessa alla Congregazione delle Cause dei santi, aprendo di fatto la fase romana che si concluderà con la pronuncia da parte di Papa Francesco sulla venerabilità.


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