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Noto, buona la prima al MuCiAN, con la conferenza sul racconto del territorio e dei suoi tanti reperti archeologici

La dott.ssa Castagnino Berlinghieri ha approfondito in maniera molto dettagliata la storia del Koreion di Eloro, il santuario dedicato a Demetra e Kore, il cui recupero è partito già alla fine dell’800

Buona la prima al MuCiAN, il Museo Civico Archeologico di Noto, riaperto a fine settembre e che adesso comincia ad entrare pienamente in funzione. La prima conferenza organizzata aveva il titolo “Dal complesso monumentale del Koreion di Eloro al Mucian, tra ricerca, tutela e valorizzazione”, ed è stata Elena Flavia Castagnino Berlinghieri, direttore operativo per gli aspetti scientifici e funzionaria della Soprintendenza di Siracusa., a relazionare davanti ad una nutrita folla di presenti interessati.

Quello di Noto è un territorio da scoprire, raccontare e comunque sapere custodire, e la è stata l’occasione per riassumere il percorso che ha portato la città Barocca ad appropriarsi nuovamente di uno spazio espositivo che è come una porta sul suo prestigioso passato.

La dott.ssa Castagnino Berlinghieri ha approfondito in maniera molto dettagliata la storia del Koreion di Eloro, il santuario dedicato a Demetra e Kore, il cui recupero è partito già alla fine dell’800 e i cui resti, poi, furono trasferiti nel vecchio Museo Civico grazie anche all’impegno ed alla visione dell’archeologo Luigi Bernabò Brea. Un trasferimento forzato ma importante, che mise al riparo i reperti dagli agenti atmosferici ed anche da possibili tombaroli.

Tra gli interventi anche quelli di Paolo Marini, direttore scientifico del Mucian, di Raffaele Di Dio, responsabile del procedimento, e di Laura Falesi, consulente per il progetto museologico del Mucian. Dopo la conferenza, grazie alla collaborazione dell’Archeoclub di Noto, i maestri Andrea Schiavo e Sebastiano Nanè, hanno accompagnato i presenti nelle sale del Mucian, con una performance musicale antica utilizzando le copie funzionanti di alcuni strumenti greci.


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