Un ruolo “inconcepibile”, quello della Soprintendenza, che in questo momento si occupa del controllo e anche del render fruibile le bellezze e i monumenti mentre invece dovrebbe staccarsi da questo doppio ruolo, tenendo per sé il solo controllo e “lasciare che siano i privati, poi, a gestire i beni”.
Durante l’incontro avvenuto settimana scorsa al Tina Di Lorenzo a Noto per “OrizzonteSud, a valle della bellezza”, una delle tappe del viaggio di Corriere del Mezzogiorno e Corriere della Sera tra le eccellenze del Meridione, il sindaco Corrado Bonfanti ha illustrato così la propria visione di futuro turistico del Comune da lui diretto. La gestione attuale dei beni culturali così non va, insomma, e il primo cittadino è stato chiaro: privatizzare la gestione dei beni culturali.
“Dobbiamo essere facilitatori di un processo che comunque ci vede protagonisti – ha sottolineato – dobbiamo dare certezza delle regole ma il brand Unesco è una grande opportunità per i nostri territori che non possiamo perdere. Dalla Val di Noto parte una grande sfida”.
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