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Noto, battibecco a distanza tra il presidente Rosa e il consigliere Tiralongo: la ricostruzione

Le parole dette e, soprattutto, quelle non dette, ieri sera poco prima della votazione per la strutturazione delle commissioni consiliari permanenti

Non c’è bisogno di chiamare le forze dell’ordine, me ne vado io“. “Nessuno ha chiesto alle forze dell’ordine di allontanare Tiralongo, volevo solo che ritornasse la calma in aula”.

È tra il presidente Pietro Rosa e il consigliere comunale Aldo Tiralongo il primo scontro istituzionale in Consiglio comunale (dopo aver derubricato quello della prima seduta tra gli ex colleghi di maggioranza Giovanni Campisi e Salvo Cutrali), che ha portato il candidato a sindaco sconfitta da Figura ad abbandonare l’aula poco prima della votazione per la composizione delle commissioni permanenti.

Tutto nasce da un chiarimento voluto da Tiralongo, il quale chiede lumi sulla sua “natura” da consigliere eletto ma che non appartiene a nessun gruppo in consiglio comunale (Tiralongo entra a Palazzo Ducezio come candidato a sindaco sconfitto). Una situazione da aggiustare in qualche maniera, magari – proporrà lo stesso Tiralongo – modificando il regolamento comunale, anche perché è la prima volta che a Noto si è votato con la nuova legge elettorale che assegna un seggio al miglior secondo candidato a sindaco.

Da qui la prima risposta del Presidente Pietro Rosa, poi un intervento del consigliere di maggioranza Enzo Leone, una successiva richiesta di chiarimenti dello stesso Tiralongo e un’altra risposta di Rosa. A questa risposta Tiralongo chiede di replicare ma viene invitato a presentare le richieste per iscritto. E qui gli animi si riscaldano un po’, con Tiralongo che chiede ancora una volta la parola, che gli viene rifiutata.

A quel punto Tiralongo definisce “inaccettabile” il comportamento del presidente dell’Aula che, di contro, gli toglie la parola. Ne segue uno scambio di frasi. “Si stanno violando i diritti dei consiglieri”, dice Tiralongo, ma per Rosa “i diritto sono stati rispettati, le ha replicato due volte e le he chiesto di presentare per iscritto ulteriori richieste”.

Gli animi si scaldano e il presidente Rosa pronuncia le seguenti parole “Forze dell’ordine, cortesemente”, allorché Tiralongo risponde “Vado via io, non c’è bisogno”. Ed esce dall’aula mentre Rosa dice “perfetto, perfetto”.

L’episodio è finito sui social, tra chi grida allo scandalo (l’opposizione) e chi sminuisce l’accaduto, con lo stesso presidente Rosa che nei prossimi giorni tornerà sull’argomento spiegando che l’invito all’intervento delle forze dell’ordine era per sedare gli animi e non per allontanare Tiralongo che, secondo lui, è andato via di spontanea volontà.

Ma è anche vero che a quel “perfetto, perfetto” pronunciato dopo che Tiralongo dice di voler abbandonare l’aula, poteva seguire una spiegazione delle reali intenzioni da presidente dell’aula.


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