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Noto, “assolto ma escluso dal mondo del lavoro”: lo sfogo degli avvocati di Corrado Albergo

"Il nostro assistito chiede solamente la possibilità di essere considerato un uomo libero e non gravato oramai da quelle accuse ingiuste che gli venivano mosse", spiegano gli avvocati Campisi e Vaccarisi

“Nonostante nel 2015 il Tribunale di Siracusa abbia emesso una sentenza assolutoria la cui formula è stata quella di non aver commesso i fatti così come contestati, sentenza divenuta ormai irrevocabile in quanto mai impugnata dall’accusa, e nonostante il provvedimento emesso dalla Corte di Appello di Catania che ha riconosciuto nei suoi confronti anche un risarcimento per la ingiusta detenzione patita dallo stesso appunto per i giorni trascorsi al carcere di Cavadonna, Corrado Albergo viene considerato ancora persona non gradita per poter svolgere qualsiasi attività lavorativa quale pizzaiolo anche al nord Italia, pur riuscendo a superate a pieno titolo le prove prima di essere regolarmente assunto”. 

A parlare sono gli avvocati Antonino Campisi e Natale Vaccarisi e lo fanno per conto del loro assistito Corrado Albergo, netino di 37 anni, figlio di Walkder detto Rino, quest’ultimo considerato uno dei reggenti del clan Trigilia e con diversi procedimenti e sequestri a suo carico che hanno coinvolto anche i suoi familiari.

I fatti che vedono coinvolto Corrado Albergo si riferiscono al 2012, quando la Dia di Catania avvia una inchiesta sul possibile reato di estorsione commesso ai danni dell’ex proprietario di un chiosco in centro storico poi acquistato dalla famiglia Albergo. Corrado Albergo finì anche in carcere a Catania ma dopo 20 giorni il Tribunale del riesame annullò l’ordine di carcerazione preventiva. Poi il dibattimento (Albergo era accusato di aver appiccato il fuoco all’automobile dell’ex proprietario insieme con un’altra persona), e l’assoluzione (la vittima dichiarò di non aver avuto nessun tipo di intimidazione). E la sentenza assolutoria, che di fatto ha chiuso il procedimento penale ma i cui strascichi sono rimasti nella vita del più grande dei figli di Walkder.

“Nulla – proseguono i due avvocati – però a confronto con lo stato in cui Corrado Albergo è stato catapultato atteso che ad oggi, a distanza di più di cinque anni da quella sentenza assolutoria, lo stesso si vede ancora non gradito in qualsiasi richiesta di potere svolgere una attività lavorativa quale pizzaiolo anche i paesi e città del nord Italia, pur avendo lo stesso superato a pieno titolo la prova che viene effettuata prima di essere regolarmente assunto”.

“Il nostro assistito – concludono gli avvocati – chiede solamente la possibilità di essere considerato un uomo libero e non gravato oramai da quelle accuse ingiuste che gli venivano mosse nel procedimento iscritto a suo carico che sono state dichiarati da illustri Giudici come non fondati e mai commessi, al fine di potere trovare un lavoro che possa permettergli di riavere in mano la sua vita”.


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