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Noto, arte, inclusione e riabilitazione nel bozzetto di sale delle CTA Villa della Zagara e Villa Mauritius

Un’opera ispirata al linguaggio visivo di Keith Haring

C’è una storia di rinascita, partecipazione e speranza in questa Infiorata di Noto che va a cominciare. A raccontarla è il bozzetto di sale realizzato fuori concorso dalla CTA Villa della Zagara di Noto e dalla CTA Villa Mauritius di Buccheri, due strutture impegnate nell’ambito della riabilitazione psichiatrica, che quest’anno hanno scelto di unire energie, creatività e percorsi umani in un’opera ispirata al linguaggio visivo di Keith Haring.

Il tema scelto, “La cultura pop si racconta”, prende forma in un’immagine potente: una mente ingabbiata da ansie e preoccupazioni che, attraverso un percorso tortuoso, riesce ad aprirsi alla pienezza della vita e alla libertà. Un messaggio intenso che racconta, con immediatezza, il significato più profondo del lavoro terapeutico e relazionale portato avanti ogni giorno nelle due comunità.

L’opera è il frutto di un’esperienza condivisa che ha trasformato il tempo laboratoriale in un’occasione di crescita personale e di autentico inserimento nel tessuto sociale. Una tradizione che si rinnova e che quest’anno si amplia grazie alla collaborazione tra le due realtà, accomunate dall’obiettivo di restituire centralità alla persona attraverso percorsi concreti di espressione e partecipazione.

Il lavoro manuale, spiegano i promotori del progetto, ha coinvolto gli ospiti su diversi livelli. Dalla concentrazione e precisione, necessarie per comporre con cura il sale colorato, al problem solving concreto, indispensabile per correggere errori e trovare soluzioni alternative, sviluppando tolleranza alla frustrazione. Fondamentale anche la dimensione della creatività e dell’espressione emotiva, che permette di elaborare pensieri ed emozioni laddove le parole non bastano. E soprattutto, l’esperienza ha favorito inclusione sociale e senso di appartenenza, consentendo agli ospiti di mettersi in gioco in un contesto protetto ma aperto al territorio.

“Completare un oggetto offre una soddisfazione immediata: l’ho fatto io”, sottolineano gli operatori, evidenziando quanto il risultato tangibile del lavoro rafforzi autostima e consapevolezza personale.

Un ringraziamento particolare arriva dalla pedagogista e coordinatrice delle rispettive categorie dei tecnici della riabilitazione psichiatrica, che ha voluto esprimere riconoscenza ai suoi “fiori”, gli ospiti delle due strutture, per l’impegno e il forte senso di appartenenza dimostrato, così come allo staff, definito “cuore pulsante” delle comunità, per la dedizione e la professionalità con cui ogni giorno si prende cura delle persone accolte.

Un pensiero speciale è stato rivolto anche a Don Maurizio Novello, per aver messo a disposizione la Chiesa Montevergine di Noto come setting laboratoriale, e a Vincenzo Sgandurra, storico animatore psichiatrico di Villa della Zagara, autore del disegno che ha dato forma all’opera.

A chiudere, una convinzione che racchiude il senso dell’intero progetto: “Nulla guarisce più della fiducia. Nulla distrugge più dell’abbandono“. Un messaggio che, nel cuore dell’Infiorata, diventa testimonianza viva di rinascita possibile.


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