Le musiche della tradizione popolare cinese e lo spettacolo di videomapping che ha proiettato sulla facciata di Palazzo Ducezio ideogrammi e le tipiche maschere del Paese ospitato quest’anno, hanno chiuso la 39^ edizione dell’Infiorata.
Un’edizione speciale, che ieri ha celebrato il suo ultimo giorno con l’elegante sfilata in abiti d’epoca dell’associazione Corteo Barocco, emozionate e suggestiva come sempre. Quest’anno l’associazione ha fatto rivivere un momento storico per la Noto Settecentesca: la consegna del titolo di senatore al barone Giacomo Nicolaci.
E’ stata un’Infiorata dai mille risvolti e dalle migliaia di visitatori: già da venerdì via Nicolaci ha cominciato a popolarsi di persone che hanno voluto vedere dal vivo la dedizione e l’attenzione con cui i maestri infioratori di Noto realizzano i bozzetti sfruttando crusca, torba e garofani (e tanto altro ancora).
Quest’anno il comune di Noto ha collaborato a stretto braccio con l’Università Kore di Enna e l’Istituto Confucio dell’ateneo ennese e questo ha portato non solo all’allestimento di Casa Cina in via Cavour, ma anche alla presenza in città, sabato, dell’ambasciatore della Repubblica Popolare Cinese in Italia Li Ruiyu e dell’addetto all’Istruzione dell’ambasciata Luo Ping. E’ stato un evento nell’evento questa visita, un modo per stringere un contatto forte – e si spera duraturo – all’insegna dell’incontro tra 2 culture non troppo lontane così come si possa pensare. Nel weekend è arrivato a Noto anche l’assessore regionale al Turismo Sandro Pappalardo.
Tra poche ore sarà tempo di bilanci e anche di pensare già alla prossima edizione: sarà la 40^, numero tondo da festeggiare nel miglior modo possibile.