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Noto, Angelo Monaco condannato a 13 anni e 4 mesi di reclusione

Condanne minori per la moglie e i due complici. Processo scaturito dall'operazione "Vecchia Maniera"

Il Tribunale di Siracusa ha condannato Angelo Monaco, ritenuto uno degli storici esponenti del clan Trigila, a 13 anni e 4 mesi di reclusione. Con lui sono stati condannati anche la moglie, Elisabetta Di Mari, la quale dovrà scontare una pena di 6 anni. Per Antonio Rubbino e Giuseppe Lao, invece, le condanne ammontano a 8 anni e 9 mesi e 4 anni.

Il processo ha preso il via dopo l’operazione antimafia rinominata “Vecchia Maniera”. Gli inquirenti hanno ricostruito un quadro riguardante la gestione di una piattaforma di spaccio per immettere gli stupefacenti nel mercato locale. Non solo, però. Monaco, infatti, era accusato di tentativo di estorsione, quello commesso nei confronti della Tosa Appalti, ditta che stava eseguendo dei lavori nei pressi dello svincolo di Noto dell’autostrada Siracusa-Gela.

Estorsione che Monaco avrebbe portato avanti utilizzando metodi mafiosi, utilizzando come complici Rubbino e Lao. I tre, infatti, si sarebbero recati nel maggio 2017 nel cantiere della Tosa, sparando alcuni colpi di arma da fuoco. E stando sempre a quanto ricostruito dagli inqurienti, lo stesso Monaco avrebbe più volte tentato di incendiare i macchinari dell’impresa catanese.


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