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Noto, Amarcord elettorale… Nel 2002 un centrodestra unito portò Michele Accardo a palazzo Ducezio

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Continua il viaggio nel – seppure recente – passato elettorale. Dopo il 1997 (Leggi Qui), anche nel 2002 non ci fu bisogno del ballottaggio per scegliere il nuovo inquilino di Palazzo Ducezio. L’avvocato Michele Accardo, ex deputato regionale ed esponente del centrodestra unito, vinse a primo turno, contro un centrosinistra spaccato.

A Noto si votò il 26 e il 27 maggio del 2002 e gli aventi diritti erano 19.418. Alle urne si recarono 14.514 votanti per una percentuale del 74,75. Erano solo in 3 i candidati a Palazzo Ducezio e Accardo vinse con 8.644 preferenze (61,92%) e con una coalizione formata da 5 liste, di cui 2 mancarono lo scranno a Palazzo Ducezio. C’erano a sostenere la sua candidatura Patto per Noto, lista civica (1.868 voti, 14% e 3 seggi), Movimento forze nuove (355, 3% e nessun seggio), Forza Italia (2.805, 21% e 4 seggi), Partito socialista (396, 3% e nessun seggio), Udc (2.439, 18% e 4 seggi), Alleanza Nazionale (1691, 12% e 3 seggi). Dietro Accardo si posizionò Corrado Sallicano, con 3.262 voti (23,37%), sostenuto da Democrazia è Liberta con Rutelli-Noto Nostra (2076 voti, 15% e 3 seggi) e una lista che metteva assieme Riformisti, Verdi, Sdi, Udeur e Italia dei Valori (593, 4% e un seggio). Terzo arrivò l’avv. Sergio Franza, con 2054 voti (14,71%) sostenuto dalla lista Democratici di Sinistra – Partito della Rifondazione Comunista, che ottenne 1.426 voti (10%) e 2 scranni a Palazzo Ducezio.

In totale i voti validi per il sindaco furono 13.960, più 554 tra schede nulle e bianche. Per le liste, invece, i voti validi furono 13.649. La sindacatura dell’avv. Accardo non completò il mandato dei 5 anni: nonostante la maggioranza bulgara di inizio consiliatura (14 consiglieri contro 6 dell’opposizione), a inizio 2006 fu sfiduciato. Il comune venne commissariato per alcuni mesi fino all’estate di quell’anno, quando i netini furono chiamati a scegliere il loro nuovo primo cittadino con un anno di anticipo rispetto alla naturale scadenza del mandato.

Ottavio Gintoli