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Noto, accusata di “imporre” le pedane dell’azienda del genero: assolta la moglie del boss “Pinnintula”

L’anziana donna, difesa dall’avvocato Antonino Campisi, per il tribunale di Siracusa è innocente per non aver commesso il fatto contestato

Avrebbe “imposto” l’acquisto delle pedane dell’azienda del genero, per questo era finita in carcere nel 2019 con l’accusa di estorsione e associazione a delinquere di stampo mafioso, in concorso con altre due persone. È stata invece assolta dal tribunale di Siracusa Nunziatina Bianca, 63 anni, netina, moglie di Antonio Giuseppe Trigila, il boss conosciuto come “Pinucciu Pinnintula”. L’anziana donna, difesa dall’avvocato Antonino Campisi, per il tribunale di Siracusa è innocente per non aver commesso il fatto contestato.

La vicenda risale al 2017. Stando agli elementi raccolti dagli inquirenti, Nunziatina Bianca sarebbe stata complice di un disegno criminoso, assieme a due rosolinesi, che mirava a imporre ad alcune attività di Rosolini l’acquisto di pedane in legno. I pallet, utilizzati per il trasporto della merce, venivano realizzati dall’impresa con sede a Pachino di proprietà del genero della Bianca. Per l’accusa, infatti, la 67enne e i suoi “soci” avrebbero costretto il titolare di un’azienda agricola di Rosolini ad acquistare i pallet.

Secondo la tesi difensiva, invece, Nunziatina Bianca non solo non ha mai conosciuto né avuto rapporti di alcun tipo con i titolari dell’azienda (confermato dagli stessi durante gli interrogatori), ma le intercettazioni in cui gli altri due imputati millantano una “intermediazione” dell’anziana (che risultata sempre assente durante i dialoghi dei due e non risulta tra gli intercettati) non sono mai state supportate da riscontri investigativi oggettivi. La donna sarebbe stata solo tirata in ballo poiché moglie di “Pinnintula”, boss dell’omonimo clan.

Inoltre, è emerso durante il processo che gli stessi soci dell’azienda agricola rosolinese individuati come vittime dell’estorsione, avevano acquistato pedane in legno dalla stessa impresa pachinese diversi anni prima che fosse stata acquistata dal genero di Trigila, e non risultano esposti presentati dalle presunte vittime riguardo ai fatti contestati.

“Non è mai stato accertato – ha spiegato il legale di Nunziatina Bianca, Antonino Campisi – se la donna si fosse mai recata in qualche azienda in compagnia di qualcuno, o se la stessa fosse al corrente delle discussioni intercorse tra gli altri due coindagati. Inoltre non si evince alcun ruolo di Nunziatina Bianca, poiché la stessa è risultata all’oscuro di tutto”.


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