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Noto, 12 associazioni contro l’impianto fotovoltaico: “difendiamo il territorio da una decisione che ne danneggia il modello di sviluppo”

Documento firmato da Strada del Vino del Val di Noto, CIA (Conf. Italiana Agricoltori), Ente Fauna Siciliana, Consorzio di tutela dei vini del Sud-est Sicilia, Pro Loco Marzamemi, Pro Noto, Ass. Noto Albergatori, Ass. “Le Contrade di Vendicari”, Fondazione Stiftung pro Artenvielfat (Fondazione pro biodiversità), Ass. Borgo sostenibile, Ass. Culturale Tempo e Cenaco Marzamemi

Sembra l’ennesimo capitolo in difesa di un territorio, il Val di Noto, ancora una volta sotto attacco. Stavolta la questione riguarda l’impianto fotovoltaico da installare in contrada San Lorenzo, per cui il Comune di Noto ha già annunciato ricorso contro il decreto che dà esito positivo alla Via (Valutazione impatto ambientale).

E dopo il Comune di Noto arriva anche la presa di posizione di 11 associazioni del territorio, pronte a difenderne il modello di sviluppo e, senza troppi mezzi termini, a chiedere l’intervento di tutti gli stakeholders per una mobilitazione più pesante e più, si fa per dire rumorosa.

Ecco il testo del comunicato di stamattina, che porta la firma delle seguenti associazioni: Strada del Vino del Val di Noto, CIA (Conf. Italiana Agricoltori), Ente Fauna Siciliana, Consorzio di tutela dei vini del Sud-est Sicilia, Pro Loco Marzamemi, Pro Noto, Ass. Noto Albergatori, Ass. “Le Contrade di Vendicari”, Fondazione Stiftung pro Artenvielfat (Fondazione pro biodiversità), Ass. Borgo sostenibile, Ass. Culturale Tempo e Cenaco Marzamemi.

“L’angolo Sud-Est della Sicilia – il Val di Noto – rappresenta  – scrivono le 12 associazioni – uno straordinario territorio, che racconta una storia magnifica celebrata anche dall’Unesco, che ne ha riconosciuto l’eccellenza con l’istituzione di tre siti (e 13 città) Patrimonio mondiale dell’Umanità. La “resilienza” è senza dubbio il tratto caratteristico dei luoghi e della sua gente, che sempre ha saputo risollevarsi dopo crisi e catastrofi, riuscendo ad immaginare e realizzare nuove e più eccezionali imprese. La prova più celebre è la vicenda della più grande rinascita della storia moderna italiana, che il territorio ha saputo scrivere dopo il terribile terremoto del 1693.  Ma anche negli ultimi vent’anni quest’angolo di Sicilia – puntando su un modello di sviluppo basato sulla valorizzazione dei beni culturali, la tutela del paesaggio, il turismo e l’agricoltura di qualità – sta vivendo un periodo di grande ripresa e rinnovamento, riuscendo altresì ad essere attrattivo per moltissimi turisti, molti dei quali hanno deciso di scegliere questi luoghi come loro nuova casa”.

Poi l’affondo contro la Regione Siciliana.

“Questa del Val di Noto è certamente una bella storia, che tutti conoscono e apprezzano, tranne (forse) la Regione Siciliana – proseguono nel documenti –  e non ci spieghiamo, infatti, altrimenti la logica con la quale gli uffici della Regione interessati (insieme a tutti i soggetti chiamati ad esprimere i pareri, comprese le Soprintendenze ai BBCC) stiano concedendo autorizzazioni per la realizzazione di mega parchi fotovoltaici (di decine e decine, e forse centinaia, di ettari), proprio in zone di altissimo pregio paesaggistico, culturale e naturalistico (a ridosso della riserva di Vendicari). Zone interessate peraltro dalla produzione di eccellenze agricole conosciute ed apprezzate in tutto il mondo. Senza dimenticare il grave danno al paesaggio e quindi al turismo. Pur convinti dell’importanza delle energie rinnovabili (ma con modalità che devono tenere conto delle vocazioni dei luoghi), ci opponiamo fermamente a tali decisioni che rischiano di danneggiare il modello di sviluppo turistico-culturale-agricolo e chiediamo a tutti gli stakeholders del territorio di mobilitarsi insieme per difendere da questo nuovo, l’ennesimo, attacco il Val di Noto. Esprimiamo altresì vivo apprezzamento per l’iniziativa del Sindaco di Noto, dott. Figura, e della sua amministrazione, di fare ricorso contro il decreto di autorizzazione e auspichiamo che altre istituzioni del territorio possano seguire tale strada, a difesa del nostro patrimonio più importante: il paesaggio, l’agricoltura e il turismo. Noi faremo la nostra parte!”.


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