Con la sentenza del Tar di Catania è stato stabilito in maniera incontrovertibile che nella zona di Eloro Pizzuta, è presente la macchia mediterranea e che, pertanto, l’edificazione delle 120 villette progettate proprio a ridosso di tale zona boscosa della estensione di circa 10 ettari, è definitivamente impedita.
“Una vittoria soprattutto politica più che giuridica – afferma la presidente del Movimento Passione Civile Cettina Raudino – un obiettivo raggiunto grazie alla tenacia e alla passione di associazioni ambientaliste del territorio unite in cordata contro la cementificazione di una delle aree costiere di maggiore rilevanza naturalistica, storica ed archeologica, come Sciami, Acquanuvena, Natura Sicula, Archeoclub, Case sparse dell’agro netino, NotoAmbiente che, in sinergia con le forze della buona politica del Comune di Noto e non ultimo della società civile firmataria della petizione, hanno portato avanti una battaglia annosa e difficile che risale al 2011. Il movimento Passione Civile si associa alla soddisfazione per il risultato ottenuto ed esprime apprezzamento per l’impegno costante di tutti i soggetti che sono stati promotori dell’azione, fra cui i referenti del proprio gruppo di lavoro per le politiche ambientali, ex Rinnovamento per Noto e oggi Passione Civile, da sempre sentinelle instancabili della tutela e salvaguardia dell’ambiente. Passione Civile ritiene infatti che lo sviluppo non può e non deve passare dall’offesa al nostro straordinario paesaggio, che con l’edificazione di nuove costruzioni in cemento, perderebbe la propria unicità e riconoscibilità, ma dal rispetto per la bellezza e l’identità, salvaguardate solo dal recupero e dalla riqualificazione dell’esistente“.
Così come le associazioni ambientaliste, anche il movimento sprona le istituzioni affinchè facciano il passo successivo, cioè l’inclusione dell’area di Eloro Pizzuta nella Riserva Naturale di Vendicari, dando così concreto seguito a quanto stabilito dal Consiglio comunale con delibera consiliare approvata all’unanimità.
Sull’argomento interviene anche il docente di Botanica Università di Catania Pietro Minissale, consulente tecnico di parte per il Comune di Noto, che riconosce il merito a diverse associazioni ambientaliste netine di avere sollevato a suo tempo il problema di una variante al piano regolatore del comune di Noto del 2011 tale da consentire una lottizzazione in contrada Eloro Pizzuta.
Nel 2013 le associazioni, sulla base del parere di esperti, tra cui lo stesso Minissale, supportavano la validità del vincolo boschivo nella stessa area che ne impediva l’utilizzo a fini edificatori e su queste basi iniziava l’inversione di tendenza nella pianificazione territoriale del comune di Noto, che con la delibera consiliare del febbraio 2013 rigettava la variante al piano regolatore funzionale alla lottizzazione. Ciò ha provocato il ricorso al Tar dei proprietari del fondo, ricorso che la sentenza di questi giorni ha definitivamente rigettato.
“L’impegno del comune di Noto nella vicenda si evince appena – sottolinea il docente – semmai si dà risalto all’arroganza ostile del sindaco senza riconoscere che il sindaco di Noto Corrado Bonfanti si è invece impegnato fattivamente fin dal 2013, facendo costituire in giudizio il Comune, con la difesa dell’avvocato Giovanni Sallicano, e nominando in seguito un consulente tecnico di parte, al fine di avere riconosciuta la non ammissibilità del suddetto ricorso, stante la presenza di macchia mediterranea, equiparata a bosco ai sensi della legge regionale, per una superficie superiore ai 10 ettari. Pertanto il risultato odierno è anche frutto della sinergia nelle azioni delle associazioni ambientaliste e degli organi di governo del Comune di Noto che hanno dato forza ad una ben motivata ed argomentata necessità di tutela di un tratto di territorio costiero in ottemperanza alle attuali normative così come riconosciuto dalla sentenza del Tar del 23 febbraio scorso“.