Riceviamo e pubblichiamo una lettera da parte di un nostro lettore, Corrado Gennuso, che racconta una storia di buona sanità.
“La sera del 10 novembre viene attivato il 118 di Pachino a seguito di malessere di mio padre, di origine cerebrale. Da un primo esame, al Pte di Pachino, le condizioni sembrano critiche e il medico di turno dottoressa Vento, decide un trasporto urgente all’ospedale di Noto.
Il medico di turno al pronto soccorso è il dottor Livera, dopo una prima valutazione richiede immediatamente un esame TC e contestualmente, da una prima diagnosi, attiva immediatamente in regime di codice rosso, la Casa di Cura Villa Azzurra a Siracusa. Il dottor Livera a Noto mi informa sullo stato gravoso di mio padre e scopro che un problema di origine emorragica cerebrale è in corso. Ad attenderlo a Siracusa l’encomiabile team del Prof. Platania, che analizzata la TC, dopo l’arrivo dell’ambulanza… decideva un immediato intervento. È notte avanzata, e a breve sarà stata l’alba del sorriso di mio padre.
Un ematoma cerebrale a seguito di una stupidissima caduta, stava portando mio padre lontano dai suoi affetti più cari. Grazie al prof. Platania, dott. Livera, dott. Tutone e tutto il team medico e paramedico che ha permesso a mio padre di “Vivere”. Un sentito riconoscimento all’efficienza del personale di “Villa Azzurra” per il supporto, e al personale delle ambulanze. Questo è un vero lavoro di quadra. Un’unica nota dolente, che mi preme evidenziare: l’impossibilità dei medici di valutare in real time, gli esami effettuati in altre strutture nella provincia di Siracusa, per una banalissima mancanza di collegamento in rete tra i vari nosocomi. Non sembra vero ma è la realtà“.
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