Tra messaggi d’amore alle scrutinatrici e pause pubblicitarie durante la “Domenica” di Barbara D’Urso: tutte le curiosità dai seggi di Noto

Quando numeri e statistiche delle elezioni sono ormai andati in archivio e i presidenti di seggio hanno finito di scartabellarsi tra verbali e buste da consegnare, del voto di domenica e dello spoglio di ieri restano solo ricordi simpatici e folcloristici

foto dal web

Dichiarazioni d’amore, tessere elettorali “completate”, cognomi dei candidati all’Ars riportati in dialetto e tanto altro ancora, tra cui la richiesta di rimozione del crocifisso prima di votare. Quando numeri e statistiche delle elezioni sono ormai andati in archivio e i presidenti di seggio hanno finito di scartabellarsi tra verbali e buste da consegnare, del voto di domenica e dello spoglio di ieri restano solo ricordi simpatici e folcloristici. E che danno anche un po’ di verve, giusto perché non è mica peccato se ogni tanto si scherza un po’.

Con una scheda elettorale sempre più piccola e i caratteri stampati ancora più piccoli, le persone anziane sono state quelle che hanno avuto più difficoltà a trovare gli spazi giusti da sbarrare. “Maria, unn’è ca manco u truovo?” ha chiesto aiuto un anziano appena entrato in cabina sperando che la moglie, anche lei entrata nella cabina accanto, non solo ci vedesse meglio di lui ma riuscisse anche ad ascoltare la sua richiesta di aiuto. “U primo i tutti, nun ci viri?“, ha risposto la moglie chiudendo la discussione. Che poi sicuramente sarà proseguita a casa.

Concentrare in sole 14 ore le operazioni di voto hanno scoraggiato alcuni elettori, ma non tutti. Tradizionalmente gli orari di punta restano quelli a ridosso del pranzo e all’inizio, o la fine, delle messe. Ma ormai i tempi delle domeniche sono scandite da altro. Così se il giovane tifoso juventino ha spettato che la “vecchia signora” ribaltasse il Benevento prima di andare a votare sereno, c’è stato anche chi si è ritagliato una pausa sfruttando la pubblicità durante il talk show di Barbara D’Urso ed è andato a votare. Chiedendo celerità nelle operazioni perché “ast’ura a pubblicità si sta accapanno“.

Televisione che è servita anche per ricordare a qualcuno l’appuntamento con le urne. Peccato che giunto in sezione gli è stato spiegato che ogni cittadino elettore ha una sua tessera elettorale e con questa può essere ammesso a votare. Sempre nella sezione giusta. E magari anche nel comune di appartenenza giusto. Immancabili, invece, i riferimenti alle tessere elettorali già “completate”, ovvero coi 18 bolli di sezione già applicati per altrettante votazioni già effettuate in passato. “Si vince qualche cosa, adesso?“, domanda perpetua, quasi periodica dell’elettore, “Sì, una passeggiata e una caccia al parcheggio per andare in comune e ritirare la tessera nuova“, risposta scontata col sorriso obbligatorio e a turno degli operatori di seggio. E per la serie “anche l’arredamento è importante”, si narra che un elettore abbia chiesto, e ottenuto, a un presidente di seggio di rimuovere il crocifisso dalle pareti della sezione in cui avrebbe votato da lì a pochi minuti.

Da sempre, però, è lo spoglio a regalare spunti e sorrisi. Così il deputato uscente e riconfermato Pippo Gennuso si è ritrovato alcune preferenze scritte direttamente in dialetto “u iannuso” mentre alcune schede scrutinate hanno riportato indietro la mente di quasi 30 anni. Le X sugli stemmi di Forza Italia e dell’Udc, senza alcuna preferenza né per governatore né per deputato regionale, hanno un chiaro sapore vintage. Passi per qualche normografo utilizzato al contrario, il premio del miglior voto va ad un elettore che ha espresso senza problemi la sua preferenza sulla scheda, ricordandosi anche di scrivere accanto un messaggio diretto alle scrutinatrici. Scheda nulla, ma scrutinatrici contente.

Ottavio Gintoli


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