Attualità

La vivacità della Sicilia nella pellicola di Gian Paolo Cugno. Noto e Marzamemi set cinematografici de “I Cantastorie”

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Quando tutto sembra nero c’è sempre un posto da dove puoi ripartire: è la Sicilia. E’ qui che Gian Paolo Cugno, regista netino, ha deciso di girare il suo ultimo film dal titolo “I Cantastorie”: la storia di un padre (interpretato da David Coco) che decide di ricominciare da capo e rimettere in piedi la sua vita, partendo dal rapporto con la figlia (Maria Teresa Esposito) e dalla necessità di ritrovare fiducia e stimoli.

Il protagonista del film, quindi, riparte dalla Sicilia, e nell’era della tecnologia guarda al passato reinventando a sua vita e diventando cantastorie, appunto.

Una storia melodiosa e reale, con una sana dose di attualità ma anche di quel romanticismo intrinseco che sembra non importare più ai registi. Ad eccezione di Cugno, però, che in questo film di riferimenti romantici ne ha inseriti tanti, non solo nei personaggi e nei dialoghi, ma anche nelle location che fanno da sfondo a questa storia dal finale in bilico fino all’ultimo.

La vivacità di Noto e Marzamemi, infatti, fanno da sfondo a questo film in cui alcune scene sono state girate nella più totale normalità, senza bloccarla questa vivacità. Una su tutte: padre e figlia in questo tour della Sicilia arrivano a Noto (città natale di Cugno, in cui è stato proiettato in prima nazionale il film, in attesa che arrivi già dalle prossime settimane ad Avola e Pachino) durante la processione di San Corrado.