La Procura valuta gli estremi di un’azione legale contro Sgarbi, dopo le parole pronunciate a Noto

Acquisite le immagini della conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Ducezio ieri mattina e durante la quale è stata presentata la mostra "Novecento"

Le parole di Vittorio Sgarbi di ieri non sono passate inosservate e l’attacco frontale alla Procura di Siracusa sul sequestro, l’anno scorso, delle presunte opere false esposte a Siracusa e Noto, ha riacceso le polemiche.

Parole che sono arrivate anche tra le stanze della Procura di Siracusa, che le ha ascoltate con molta attenzione, dando mandato alla Digos di valutare se ci siano gli estremi per un’azione legale nei confronti del noto critico d’arte.

Quell’attacco frontale contro gli esperti, definiti “incapaci”, chiamati ad esprimersi sulla reale origine delle opere esposte a Siracusa e a Noto l’anno scorso da quei giudici ritenuti “ignoranti”, ha portato la Procura ad acquisire le immagini della conferenza stampa che si è svolta a Palazzo Ducezio ieri mattina e durante la quale è stata presentata la mostra “Novecento”, allestita proprio a Noto da quel Gianni Filippini definito dallo stesso Sgarbi “amico di cui è stata infangata la reputazione”.

Dopo le parole di Sgarbi, comunque, lo stesso sindaco Bonfanti ha stemperato i toni, dissociandosi da quanto detto dal noto critico d’arte e ribadendo la massima fiducia nella magistratura, che ha il compito di svolgere serenamente il suo lavoro per accertare se le opere (in questo caso quelle che erano esposte a Noto) siano state erroneamente attribuite ad autori importanti. Nessun riferimento, invece, alla vicenda, da parte di Gianni Filippini, organizzatore delle due mostra “incriminate” e finite l’anno scorso sotto la lente di ingrandimento e nel ciclone mediatico.


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