La Dia di Catania ha eseguito un’ordinanza agli arresti domiciliari per due funzionari Consorzio autostrade siciliane (Cas) e sei imprenditori nell’ambito di un’inchiesta sull’appalto per il sistema di sorveglianza per l’A18 e l’A20. I reati ipotizzati dalla Procura di Messina sono di turbata libertà degli incanti e istigazione alla corruzione. Al centro dell’inchiesta un appalto del 2013 che, dopo essere stato revocato, sarebbe stato bandito con somma urgenza e ribasso concordato. E gli investigatori stanno verificando anche i lavori realizzati sulla Siracusa – Rosolini, nella tratta che inizia da Noto.
Nel mirino della Direzione investigativa antimafia ci sono funzionari del Cas e imprenditori accusati a vario titolo di turbativa d’asta, induzione a dare o promettere utilità e istigazione alla corruzione. Gli arrestati sono otto, ai domiciliari, sequestrati 100 mila euro. Secondo la Procura di Messina, sarebbero stati gestiti così gli appalti di costruzione e manutenzione delle autostrade gestite dal Cas: Catania-Messina, Palermo-Messina e Noto-Rosolini. I dettagli dell’inchiesta saranno comunicati oggi durante una conferenza stampa nel Palazzo di Giustizia di Messina.
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