Il movimento e i consiglieri comunali di “Impegno per Noto” e “Noto2020”, certi del buon operato della magistratura, esprimono fiducia e vicinanza al sindaco per la vicenda giudiziaria che lo riguarda in questi giorni.
“L’operato di Bonfanti, in questi sei anni di amministrazione – sottolineano i sostenitori del primo cittadino – è sempre stato incentrato sul rispetto delle regole e delle istituzioni, motivo per cui si confida in un’assoluzione piena rispetto ai fatti contestati“.
Il sindaco Corrado Bonfanti, infatti, è stato rinviato a giudizio per abuso d’ufficio. Un vizio di forma, nella concessione di uno spazio per occupazione di suolo pubblico a un’attività commerciale, ha portato il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Siracusa, Carmen Scapellato, a fissare il primo appuntamento del processo il prossimo 28 marzo.
“Gli spazi stretti di un sistema processuale che assegna all’udienza preliminare un limitato ruolo di filtro mi obbligano a sostenere un processo penale per ottenere quella piena assoluzione nella quale confido – scrive invece Bonfanti su Facebook – Il processo dovrà stabilire se rientrava nelle competenze del Sindaco, come stabilito dal Regolamento Edilizio del Comune di Noto, la concessione delle autorizzazioni per l’utilizzo di suolo pubblico. Concretamente, si tratta di autorizzazioni per ridotti periodi di tempo, rilasciati, in piena stagione estiva, a ristoratori della città, nel rispetto del decoro urbano e senza compromettere i diritti di terzi. Ho serena coscienza di non aver mai, neanche in questa piccola vicenda, abusato del mio ufficio e coerentemente, nell’attesa della decisione, rinnovo ancora una volta la mia massima fiducia nell’operato della magistratura“.
Anche il vice presidente del Consiglio comunale Salvatore Cutrali è certo che il 28 marzo tutto terminerà con una piena assoluzione dettata – a suo dire – da un vizio di forma e non da una violazione della legge in materia di concessione del suolo pubblico: “Il rinvio a giudizio del sindaco – dice – ha rappresentato per alcuni, l’ennesima occasione è il pretesto per far pendere a proprio favore l’ago della bilancia, bilancia che è rotta. Esprimo tutta la mia vicinanza e solidarietà, visto che non ha alcuna intenzione di partecipare a questo gioco al massacro e, seppur rivendicando l’imprescindibile rispetto delle norme di legge (con l’aggravante del ricoprire una funzione pubblica), si dichiara garantista nei confronti di tutti i cittadini in virtù della troppo spesso dimenticata presunzione di innocenza”. La gogna mediatica non è uno strumento che ho mai inteso adoperare e la volontà mia e quella di tanti altri a me vicini è che venga fatta chiarezza sui fatti imputati al sindaco Bonfanti e che ciò avvenga tramite un processo giusto e con tempi certi”.
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