Obbligo delle mascherine nei luoghi al chiuso: nuova ordinanza del Ministero della Salute

Il PD di Noto si interroga (ancora) sulla sanità della zona sud: “Dopo il virus la sperimentazione pubblico-privati non può bastare”

Presa di posizione del segretario del circolo cittadino Emanuele Della Luna

Torna d’attualità la questione sanità nella zona sud, ammesso che mai sia passata di moda. Stavolta a prendere posizione è il circolo locale del Partito Democratico attraverso il suo segretario Emanuele Della Luna. Lo fa tirando in ballo anche il Governo Regionale.

“Il Covid19 – dice Della Luna – ha messo, anche se già lo sapevamo, in evidenza tutta l’inefficienza del sistema sanitario della provincia di Siracusa ed in particolare modo della nostra zona sud. Il Coronavirus,  purtroppo per noi, segna uno spartiacque profondo su ciò che era prima e quello che dovrà essere in futuro la sanità regionale e nazionale. Non è immaginabile pensare di poter continuare con il vecchio andazzo, il governo regionale non può ancora di gestire la sanità pubblica, chiudendo ospedali ed eliminando primari, mungendo in questo modo risorse nel settore sanitario, da spendere magari in modo clientelare per altri scopi. Non si può fare più così! La sanità nelle condizioni in cui è stata ridotta dalle scelte politiche scellerate ed ottuse da chi ci ha governato negli ultimi 30 anni, ha mostrato tutti i limiti di funzionamento, facendo emergere la sua insufficienza ed inconsistenza di fronte ad una pandemia feroce, che per caso ci ha risparmiato da conseguenze ben più funeste, almeno per questa volta”.

Da qui il il riferimento a quanto successo in consiglio comunale ieri e una presa di distanza anche dalla vecchia maggioranza, di cui il Pd è stato parte fino al 2019.

“In consiglio comunale – dice Della Luna – si è discusso sanità, ed alla fine è stato rimandato tutto ad una convocazione dei capigruppo, allo scopo di elaborare un documento che esprima una proposta unitaria da far pervenire al governo regionale e ai vertici della ASP di Siracusa, ma dall’intervento del sindaco in consiglio, pensiamo che ben poco di unitario vi potrà essere se il suo pensiero rimane rivolto ancora al passato. C’è stato un tempo in cui, per scelte politiche che non abbiamo mai condivise, ci veniva proposto prendere o lasciare, questo o niente, quindi piuttosto che niente, meglio piuttosto, ma quel tempo oramai è alle nostre spalle.  Rivendicare una sanità pubblica con una offerta ospedaliera degna di questo nome, non è una battaglia di campanile o di retroguardia, ma è guardare con occhi sgombri da interessi di parte alla necessità di dare assistenza alle comunità della zona sud”.

Poi l’affondo finale.

“Dopo l’esperienza della pandemia – conclude Della Luna – tutto è cambiato. Il sindaco, l’assessore Razza e il manager dell’ASP devono rendersi conto che è finito un tempo, il tempo delle sperimentazioni pubblico privato, non è una cosa che può coesistere e come tutte le sperimentazione potrebbe avere un epilogo fallimentare. La gente della zona sud ha bisogno di una sanità che funzioni e questa deve essere pubblica. La sanità del dopo virus non può essere gestita con i vecchi criteri che ne hanno determinato mal funzionamento e costretto la gente a viaggi della speranza lontani dalla Sicilia, ma da un governo che si ponga l’obiettivo del raggiungimento di traguardi di eccellenza, che abbia la volontà di cambiare l’attuale management asservito ai ras di turno e che ha voglia finalmente di lasciare il passo alla meritocrazia”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo