Gli avvocato della zona sud sul Trigona di Noto: “lo Stato sottoutilizza gli ospedali pubblici”

Ancora una lunga lettera a firma degli avvocati della zona sud che lo scorso mese avevano difeso le sorti dell'ospedale netino

Dopo la denuncia sui 325 posti letto che il Trigona potrebbe ospitare se fosse a pieno regime e dopo aver chiesto l’intervento della Procura, adesso gli avvocati della zona sud tornano a farsi sentire per ribadire che c’è qualcosa che non va nella gestione della sanità locale. Tornano a ribadire come ci sia un “evidente spreco di pubblico denaro a beneficio del sistema sanitario privato”.

“Con la denuncia – si legge nella lunga nota – , si è chiesto che chi ci amministra oggi si preoccupi di chiedere che inizino i lavori per una riapertura definitiva del Trigona di Noto. Si è chiesto se è chiaro, a chi opera queste scelte, il costo reale per adeguare quanto già lo Stato possiede in termini di strutture Ospedaliere e quanto viceversa costerà allo Stato servirsi di strutture private. E’ chiaro che se si persegue la via di rafforzare le strutture private, lo Stato si troverà sempre più impoverito e senza strutture proprie e quindi pubbliche e la sanità Siciliana, sarà sempre più dipendente dalle strutture private. Abbiamo a chiare lettere chiesto di conoscere queste previsioni di spesa e da chi vengono fatte. Si sta violando il diritto alla Salute e alla dignità umana, a discapito di tutta la comunità, e non solo della Città di Noto, ma anche del territorio e della Città vicine e dell’intera Regione, il “nucleo essenziale” del diritto alla salute, che comprende gli aspetti di cui non si può, in nessun caso, essere privati, pena la violazione del dettato costituzionale, che viene sanzionata con l’illegittimità delle norme che si pongano in contrasto con esso. Si è, infine, denunciata la criticità tamponi: il personale non viene monitorato e vi è promiscuità tra i reparti e quella dei DPI: mancano assolutamente le mascherine ffp3, le tute ed ogni altro presidi, i dipendenti vengono diffidati dal farne uso se non in casi di necessità, sono abbandonati a se stessi e se vogliono devono procurarseli nel libero mercato a loro spese. Mancano i Kit per la ricerca IgG/IgM già autorizzati dal Ministero della Salute per accertare l’eventuale positività al Coronavirus degli operatori sanitari”.

“Inoltre, con il Piano Regionale – prosegue la nota –  dell’Assessorato della Salute prot. N.16768, dell’1.4.2020 inviato alla VI Commissione dell’ARS di Palermo, si prevede per i P.L. in degenza ordinaria in attivazione, al Presidio ospedaliero Trigona di Noto vengano assegnati 18 posti, al P.O. Muscatello di Augusta 18 posti, al privato 96 posti. È palese la volontà di non utilizzare gli Ospedali dello Stato. Tutto ciò, rivendicando la tutela della salute in maniera uniforme su tutto il territorio Nazionale ex art. 117 della Costituzione della Repubblica Italiana”.


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