Si è spostata nelle aule di tribunale la battaglia legale per la cospicua eredità di un anziano possidente, originario del Friuli Venezia Giulia ma che da tempo era residente a Lido di Noto, il cui patrimonio — stimato in circa 4 milioni di euro tra immobili, contanti e polizze — è al centro di una indagine della Procura di Siracusa.
Al centro del caso ci sono due vicini di casa dell’uomo, di 58 e 63 anni, rinviati a giudizio con le accuse di falsità materiale, sostituzione di persona e falsità in testamento olografo. Secondo l’accusa, i due avrebbero redatto un falso testamento nel maggio 2023 per farsi nominare eredi universali, oltre a aver indotto una terza persona a sottoscrivere una polizza vita a nome del defunto. Altri beni, invece, sono stati destinati ad altre due persone e a una parrocchia.
Uno dei due imputati è assistito dall’avvocato Giuseppe Cultrera, esperto in successioni. La difesa respinge categoricamente ogni addebito, sottolineando come il proprio assistito si sia preso cura dell’anziano per anni, in un periodo in cui l’uomo, rimasto solo dopo la scomparsa della compagna, non avrebbe ricevuto visite dai parenti che oggi hanno mosso il giudizio.
Uno dei punti cruciali del processo riguarderà la perizia calligrafica. Sebbene la Procura ritenga il testamento apocrifo, la difesa sostiene che la grafia del documento e la firma siano autografe. Viene inoltre contestato il termine di paragone usato dagli inquirenti: la firma del defunto sarebbe stata comparata con sigle apposte in un periodo di grave malattia o dopo un ictus, circostanza che ne avrebbe alterato il tratto.
L’avvocato Giuseppe Cultrera ha ribadito la legittimità della posizione del suo assistito, focalizzandosi sul diritto del defunto di disporre dei propri beni: “Le risposte saranno date in fase processuale, con atti e perizie che dimostreranno la veridicità del testamento. Invalidare l’atto vorrebbe dire attentare alla norma secondo cui, in assenza di ascendenti e discendenti, vi è la piena libertà di disporre dei propri beni per il dopo morte”.
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