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Diocesi, mons. Giurdanella “entra” a Mazara del Vallo. Chi per il dopo Staglianò?

Completati i passaggi ufficiali, adesso l'attenzione si sposta sul nome del nuovo vescovo di Noto: arriverà prima di Natale?

E anche il 15 ottobre è arrivato e, successivamente, passato: ieri pomeriggio mons. Angelo Giurdanella ha fatto il suo ingresso ufficiale nella diocesi di Mazara del Vallo, accolto con festa dalla comunità religiosa, dai rappresentanti delle amministrazioni comunali, con il passaggio di consegne avvenuto nella Cattedrale del Santissimo Salvatore di Mazara del Vallo.

Si chiude, dunque, una vicenda cominciata a fine luglio, era venerdì 29, giorno in cui venne ufficializzata la sua nomina a nuova guida della diocesi trapanese.

Consumati questi passaggi (elezione a vescovo, consacrazione e ingresso in diocesi), adesso tutte le attenzioni sono rivolte a quella che è la casella più importante da riempire nei prossimi giorni: chi prenderà il posto di mons. Antonio Staglianò alla guida della diocesi di Noto dopo la sua nomina a presidente della Pontificia Accademia di Teologia?

I rumors di inizio agosto sono stati messi a tacere, ma è chiaro che qualcosa si stia muovendo. La sede di Noto è tecnicamente vacante, con mons. Staglianò diventato amministratore apostolico, non c’è un vicario generale (lo era mons. Giurdanella prima di diventare vescovo, ndr) ma nel frattempo è stato nominato un delegato ad omnia, don Salvatore Cerruto.

Cosa aspettarsi? Prima di rispondere al “cosa” sarebbe opportuno capire “quando” aspettarselo. E qui il ragionamento si complica. La storia di mons. Giurdanella ci insegna che tra elezione a vescovo e ingresso in diocesi possono passare dai 2 ai 3 mesi (con o senza consacrazione nel mezzo). Questo vorrebbe dire che al momento è difficile pensare che la veglia di Natale in Cattedrale quest’anno possa essere presieduta dal nuovo vescovo, ma potrebbe essere un momento speciale per annunciare il nome del nuovo vescovo (ammesso che le disposizioni vaticane lo permettano).

Sono pochi i riferimenti certi da cui partire: tra questi la mezza frase scappata a mons. Staglianò durante la consacrazione di mons. Giurdanella in cui chiedeva ai fedeli di non dimenticarsi di lui e spiegava che, comunque, a Roma si sta parlando della nuova guida per la chiesa di Noto.

Non c’è un identikit perfetto al momento, anche perché sono due le linee di pensiero da poter seguire: puntare su nome nuovo, giovane, per assicurare continuità e un nuovo slancio alla diocesi, o puntare su un vescovo esperto che, per usare un termine calcistico, faccia da traghettatore?

Gli ultimi due vescovi erano freschi di nomina (mons. Crociata e mons. Staglianò), prima di loro la parentesi di mons. Malandrino, di ritorno nella sua diocesi dopo anni ad Acireale.

Qualche nome? Anche in questo caso è difficile sbilanciarsi: mons. Cesare Di Pietro, vescovo ausiliare di Messina, è un nome che con il passare dei giorni è andato raffreddandosi, mentre non sarebbero mai stati della partita né lo stesso mons. Angelo Giurdanella né don Fortunato Di Noto. Si era parlato di un possibile ritorno di mons. Rosario Gisana, ma occhio a possibili nomi che arrivano da fuori regione. Del resto anche don Tonino, mons. Staglianò, arrivò a sorpresa da Isola Capo Rizzuto


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