“E’ alquanto grave che una situazione simile, sia stata accertata e sia venuta alla luce solo in seguito a una segnalazione anonima nonostante tutti gli enti che dovrebbero vigilare sul territorio“. Così Rosa Bologna e Giorgio Giannone, rispettivamente presidente e responsabile della comunicazione di “Notolibera”.
“Il Comune di Noto è dotato di un assessore alle contrade, di associazioni di tutela ittico/ambientale, di associazioni di protezione civile e altri enti di volontariato che hanno come finalità statutarie quella della tutela del territorio e dell’ambiente – sottolineano – . Per tali finalità le associazioni menzionate godono di contributi pubblici, risultano però assenti in situazioni critiche che mettono in serio pericolo l’ambiente, il territorio e anche e soprattutto la salute pubblica. Senza voler definire sin d’ora la natura e le eventuali potenzialità nocive del materiale riversato in quella zona del territorio netino, si mette in forte rilievo il fatto che proprio da quelle contrade e da quelle zone avviene la captazione delle acque distribuite alla popolazione; non è secondario sottolineare anche il fatto che la zona ricade in contesti di elevata valenza ambientale e per tale motivo sottoposto a particolare tutela“.
I due si riferiscono alla notizia del sequestro, avvenuto qualche giorno addietro, da parte della Procura della Repubblica di Siracusa, di un’area privata in contrada San Marco Migliorina seguente al sopralluogo compiuto dai Vigili Urbani che avevano ricevuto un esposto anonimo nel quale si denunciava un insolito via vai di camion in quella zona e si insinuava il sospetto che fra i fanghi depositati, sembrerebbe dei concimi, ce ne fossero anche di pericolosi.
“Il sindaco deve immediatamente riferire quali sono i protocolli adottati dall’amministrazione per la tutela del territorio e dell’ambiente nelle diverse parti del territorio – proseguono quelli di “Notolibera” -; quanti e quali accertamenti ed interventi sono stati effettuati nell’ultimo anno dagli enti ed associazioni con finanziamenti ed interventi pubblici poste a tutela dell’ambiente; come mai è stato possibile scaricare decine di migliaia di metri cubi di materiale di incerta natura, che fino a oggi si qualifica come concime, in una zona di elevata tutela senza che nessun ente sia intervenuto quantomeno per un semplice controllo di routine. Notolibera si schiera a favore della tutela della salute della cittadinanza e a salvaguardia del territorio e chiede immediata risposta a questi quesiti, riservandosi ogni eventuale azione di tutela anche in sede penale qualora l’azione oggi iniziata con un sequestro penale debba sfociare nell’accertamento di reati“.
Dall’azienda che ha prodotto quel materiale arriva però la rassicurazione: “non è potenzialmente pericoloso né per origine né dopo trattamento. Esce dagli impianti di depurazione già spandibile nei terreni, occorre però gestire adeguatamente gli impianti secondo norma”.
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