“Voti comprati con 50 euro”. Il movimento Passione Civile denuncia (ma senza prove) il “Sistema Noto” |Il sindaco Bonfanti respinge le accuse

"Non abbiamo prove visive di ciò che abbiamo scritto" dice Cettina Raudino, leader del movimento. "Sono fatti che girano nell'opinione pubblica corrente".  Vox populi messe nero su bianco sul manifesto

Quello pubblicato sulla pagina facebook del movimento politico netino “Passione Civile” è un documento destinato a far discutere, si spera in positivo, all’interno dei palazzi politici netini e non solo. Non ci sono nomi e cognomi, ma si fa riferimento a fatti e circostanze che non lasciano tanto spazio all’immaginazione anche se, una delle firmatarie, frena in maniera decisa a poche ore dalla sua pubblicazione: “Non abbiamo prove visive di ciò che abbiamo scritto” dice Cettina Raudino, leader del movimento. “Sono fatti che girano nell’opinione pubblica corrente“.  Vox populi messe nero su bianco sul manifesto che in questi giorni è stato appeso. Che segue.

Ma a Noto, quanto ci costa un voto? Quante volte ce lo siamo detti ad ogni elezione ?

Questo il titolo del manifesto che poi continua denunciando pubblicamente quello che il movimento Passione Civile chiama senza mezzi termini “Sistema Noto”.

Un sistema tutto netino, clientelare e corrotto, che dura da decenni. Un sistema che serve i poteri politici dominanti e i loro interessi ma che, come tutti sappiamo, ha danneggiato e danneggia gli interessi della collettività, della città di noi tutti. Il Movimento Passione Civile chiede ai cittadini di mettere fine una volta per tutte a questa situazione corrotta, malsana e antidemocratica. Diciamo basta insieme. Ai voti comprati con 50€, facendo leva sul bisogno immediato di chi è in situazioni di precarietà economica, senza progettare soluzioni vere ai suoi problemi. Al voto di scambio tra la politica e una parte della popolazione netina. Ai voti in cambio di nomine, favori, posti di lavoro, contratti, sovvenzioni pubbliche. Ai vori in cambio di un lasciar vivere tranquilli coloro che sono nell’illegalità o peggio, nella mafia. Diciamo basta insieme. Alla sistematica discriminazione nei confronti di cittadini, associazioni, imprese e professionisti che, non avendo votato le forze politiche che governano la città, si vedono negate le stesse opportunità di chi invece li ha votati.

In questo ultimo passaggio pare che le accuse di Passione Civile si rivolgano all’attuale amministrazione, ma la leader del movimento Cettina Raudino spiega che il loro “non è un attacco all’amministrazione Bonfanti, ma in generale a chi detiene il potere. Vogliamo dire,  senza ipocrisia, le cose come stanno“. 

Sui “50 euro per un voto” Raudino spiega. “L’anno scorso – dice –  quando ero in campagna elettorale sono stata fermata da persone che mi hanno detto che se gli davamo 50 euro ci avrebbero dato il voto. Appena li abbiamo informati che noi eravamo contro questi atteggiamenti sono scappati. Un altra signora mi ha detto che non poteva darmi il voto perché si era già impegnata politicamente con un tizio che gli avrebbe fatto fare il gabinetto nel capannone dove lavorava. O ancora per esempio, a determinare le elezioni di un sindaco sono i voti che vengono da alcune sezioni, dove si sa che ci sono il top di voti che vengono pilotati o orientati a seconda del cavallo vincente. Sono cose che da sempre diciamo e che oggi abbiamo voluto mettere nero su bianco“.

Il manifesto si chiude con la proposta. Cittadini di Noto – continua il manifesto – costruiamo una nuova città. Rispettosa delle regole, della legalità, del dialogo costruttivo. Rispettosa non solo di una parte, ma di tutti i suoi abitanti. Per tutti questi motivi, Passione Civile, sta preparando una Carta Etica per Noto – Elezioni Pulite e chiederà a ogni movimento politico netino e ad ogni cittadino di sottoscriverla. Mettiamo dine a un sistema che da anni ingabbia, falsa e corrompe la vita democratica cittadina“.

È un buon intento quello di Passione Civile, risvegliare le coscienze, accendere un dibattito.  Ma la denuncia in formato “70-100” affissa sui muri, senza nomi, cognomi e denunce alla Procura della Repubblica sembra uno sparare sul mucchio che rischia di inquinare tutto lo stagno. Tirare il sasso e nascondere la mano.  O l’intera città è omertosa, comprata, sottomessa oppure i pochi o tanti che siano colpiti dal “Sistema Noto” parlino.


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