Vittorio Sgarbi sull’incendio di Notre-Dame: “il crollo della Cattedrale di Noto è stato più grave”

Per il critico d'arte, sull’incendio a Notre Dame c’è un clima di esaltazione della tragedia che però non ravvisa: "tutto è riparabile e ricostruibile. È una situazione drammatica ma non tragica"

“Una tragedia morale, ma il crollo della cattedrale di Noto è stato più grave”. Sono parole di Vittorio Sgarbi, critico d’arte e tra i protagonisti della ricostruzione della Cattedrale di San Nicolò, quella crollata, in parte, la notte del 13 marzo 1996 e tornata a splendere nel 2007.

Le immagini di Notre-Dame che va in fiamme, prima, e della guglia che all’improvviso si stacca, stanno facendo il giro del Mondo e richiamano, un po’, anche il tragico evento di oltre 23 anni fa a Noto. All’epoca, però, non c’erano i social e il crollo della cupola non fu documentato in diretta. In compenso le foto delle macerie hanno fatto il giro del Mondo, proprio come sta succedendo adesso per uno dei monumenti simbolo di Parigi, espressione dell’arte Gotica.

Per Vittorio Sgarbi, però, il crollo di Notre-Dame non può essere paragonato a quello di Noto. Innanzitutto perché “la guglia è del 1870: si è una tragedia morale, ma tutto è riparabile”.

“Il crollo della cattedrale di Noto – aggiunge Sgarbi – è stato più grave, in 10 anni l’abbiamo recuperata. Inoltre non ci sono morti, non c’è terrorismo. Questo pianto generale è inutile, è una tragedia legata a un simbolo perfettamente recuperabile. Non possiamo credere di non poter ricostruire qualcosa che è stato fatto nel 1800″.

Non solo questione di date, ma anche questione di cosa è andato perso.

“All’interno non ci sono opere antiche – prosegue Sgarbi – ci sono i muri e alcuni affreschi del secondo 800. Non è come una chiesa italiana che ha un palinsesto secolare. L’arredo è di strutture neogotiche, tipo E.T., cose scenografiche nessun capolavoro. Ma cosa abbiamo perso di Notre-Dame? Ditemi un nome, ditemi un monumento, una statua, una scultura. La corona di Cristo? E’ una reliquia finta. La parte importante è nelle due torri, restate intatte”.

Date, capolavori persi e quelli restati intatti a parte, oggi a Noto le immagini di Notre-Dame ferita hanno riportato indietro di 23 anni, a quel 13 marzo 1996 che è data spartiacque della storia recente della città Barocca. A Noto fu incuria e destino, probabilmente come a Parigi: le Cattedrali unite nell’Unesco, unite nella tragicità degli eventi e anche nel risollevarsi.

Parigi come Noto. Non è megalomania. È un semplice augurio.


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