Un nuovo apparecchio medico per l’ospedale di Skopje, iniziativa promossa dal colonnello Giuseppe Montalto

L'ex presidente dell'associazione "i Netini di Roma" ha coinvolto l'Ordine Militare di Malta

Un apparecchio per monitorare le funzioni vitali dei piccoli pazienti in Macedonia, grazie alla donazione dell’Ordine Militare di Malta e dall’iniziativa portata avanti dal netino colonnello Giuseppe Montalto, già presidente dell’Associazione i Netini di Roma.

La cerimonia di consegna è avvenuta a inizio luglio, con l’’Ambasciatore del Sovrano Ordine Militare di Malta nella Repubblica della Macedonia del Nord S.E. Francesco Saverio Giusti che ha donato al reparto pediatrico dell’ospedale “Madre Teresa” di Skopje un’apparecchiatura medica atta al monitoraggio delle funzioni vitali dei piccoli pazienti. La cerimonia si è svolta nei locali della Direzione dell’Ospedale alla presenza del direttore medico dottoressa Katarina Stavric.

Tale donazione nasce dalla lodevole iniziativa del netino colonnello Giuseppe Montalto, già presidente dell’ Associazione i Netini di Roma, che generosamente ne ha curato la realizzazione, con la fattiva collaborazione di Anglat Sez. Bari e dell’associazione “Fabula vitae”.

A seguito degli accordi di Prespa con la Grecia, nello scorso mese di febbraio 2019, la ex Repubblica di Macedonia ha cambiato il proprio nome con quello di Macedonia del Nord, ponendo quindi fine al periodo di incertezza politica ed economica a cui è stata costretta per 27 anni, a causa delle incomprensioni con la Grecia. Oggi il paese sta vivendo una fortissima accelerazione verso un futuro che lo vedrà già entro il prossimo anno trentesimo membro dell’Alleanza Atlantica e sempre più vicino all’Unione Europea.

Con questo progetto, il primo di altri previsti nel prossimo futuro, l’Ambasciata del Sovrano Militare Ordine di Malta a Skopje si pone l’obiettivo, secondo l’antica tradizione melitense, di alleviare le sofferenze dei poveri e degli ammalati. Un concreto e significativo gesto di carità e di solidarietà, mirato a quella parte della società macedone, i giovani, che rappresenta il futuro del Paese.


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