Riorganizzazione rete ospedaliera. Il sindaco Bonfanti: “cancellate la denominazione Ospedale riunito Avola-Noto”

"La riorganizzazione della rete ospedaliera recentemente deliberata dalla Giunta regionale e approvata dalla Commissione Sanità all’Ars, è ancora una volta frutto di un totale disinteresse, di tutti i protagonisti in campo, per la nostra zona Sud"

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, in merito alla riorganizzazione della rete ospedaliera. Il primo cittadino si rivolge in particolare all’assessore Ruggero Razza e al direttore generale facente funzione Anselmo Madeddu chiedendo di togliere la denominazione ospedale riunito Avola/Noto.

Ancora una volta la sanità della politica sconfigge la buona sanità. Cancellate la denominazione “Ospedale riunito Avola-Noto”, ai netini non interessa. La riorganizzazione della rete ospedaliera recentemente deliberata dalla Giunta regionale e approvata dalla Commissione Sanità all’Ars, è ancora una volta frutto di un totale disinteresse, di tutti i protagonisti in campo, per la nostra zona Sud. Non bastano i milioni di euro che ogni anno eroghiamo all’Asp di Ragusa per le migrazioni dei nostri concittadini; non basta la conclamata domanda di servizi che le nostre comunità richiedono da anni; non basta l’affermazione che la nuova frontiera è rappresentata dalla medicina di prossimità. Decide la politica, con la compiacenza dei nostri dirigenti, abituati a conservare le loro poltrone a costo di violentare conoscenze e professionalità.

Chiedo ufficialmente che venga cancellata la denominazione “Ospedale Avola-Noto”. Non interessa a nessuno e non siamo disposti a spendere il nome della nostra città in questa balorda vicenda che con la sanità della zona Sud non c’entra niente. Fino a quando si lavorava a un progetto unitario che guardava al paziente, poteva esserci una ragione per uno spirito di squadra; l’assordante assenza e la scortesia istituzionale della locale Asp e dell’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza hanno raggiunto il culmine. La nostra comunità, ha dimostrato signorilità e visione lunga, quando ha potuto contare su una interlocuzione politica quantomeno aperta al dialogo e rivendica oggi la propria dignità, storicamente e universalmente riconosciuta, adesso che è stata abbandonata al proprio destino. Noto è stata ricostruita ancora più bella e funzionale dopo il terremoto del 1693, questo lo storico Anselmo Madeddu, lo sa benissimo. Oggi ancora una volta risorgerà, con l’affermazione di principi sacrosanti e argomenti incontestabili a ogni livello di confronto, sapendo benissimo che intorno ha solo nemici, spudoratamente smascherati”.


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