Ospedale Trigona, Noto Nostra: “situazione disperata, no a soluzioni di ripiego”

"Vicenda compromessa già dal 2002" secondo il movimento politico che fa riferimento a Raffaele Leone e Salvo Veneziano

Anche Noto Nostra, movimento che fa riferimento all’ex sindaco Raffaele Leone e all’ex consigliere comunale Salvo Veneziano ha preso posizione sulla questione Trigona. Lo ha fatto con una nota già presentata alla commissione speciale sulla sanità istituita dal Consiglio comunale di Noto, riavvolgendo il nastro di quasi 16 anni e non nascondendo quando la situazione sia ormai compromessa.

“La situazione dell’ospedale Trigona di Noto è irrimediabilmente compromessa dal luglio del 2002, allorché fu privato di cinque reparti, che in un colpo solo furono trasferiti al Di Maria di Avola. Da allora è stata resa impossibile la sopravvivenza della struttura di Noto come “ospedale”, tanto è vero che tutta la programmazione regionale lo individua come qualcos’altro, cioè gli assegna – ma solo sulla carta – una funzione riabilitativa ed assistenziale (“lungodegenza”). Se a Noto ancora sopravvivono alcuni reparti ospedalieri, quantunque siano giuridicamente accorpati ad Avola, è solo perché nel fabbricato del Di Maria non c’è la capienza fisica per accoglierli. Il che dimostra quanto illogica sia stata la scelta dell’Asp e dei vari Governi Regionali, con la supina accettazione della deputazione provinciale, di localizzare là l’Ospedale – si legge –  La situazione si è indubbiamente creata prima dell’elezione dell’attuale Amministrazione. Tuttavia il sindaco di oggi, Corrado Bonfanti, e tutta la coalizione che lo sostiene portano la gravissima responsabilità di aver mentito alla Città, promettendo l’impossibile mantenimento dell’Ospedale di Noto e lucrando, su tale falsa promessa, vantaggi elettorali. Avrebbero invece dovuto lealmente informare la cittadinanza che l’Ospedale era perduto e porre in essere, in extremis, un tentativo di salvarlo, presentando un’esplicita richiesta agli assessori alla Sanità che si sono succeduti e mobilitando l’opinione pubblica. Di tutto ciò il sindaco Bonfanti è consapevole, tanto è vero che ora non ci sta mettendo la faccia, ma ha delegato ad una debolissima “commissione consiliare” la trattazione del problema. Una battaglia che non vede il primo cittadino impegnato in prima persona, dice già in anticipo che costituisce operazione di pura facciata, priva di forza politica”.

Fermo restando che, in virtù delle considerazioni, il tentativo di recuperare il Trigona per Noto Nostra è disperato, il movimento ritiene che se l’amministrazione e il sindaco personalmente si intesteranno una battaglia di popolo per riportare a Noto l’ospedale della Zona Sud, non farà mancare il proprio appoggio. “Non riteniamo, invece, che si possano prendere in considerazione soluzioni di ripiego, come la richiesta di mantenere un certo numero di posti letto – concludono – avrebbero il solo effetto di prolungare nel temo la lenta agonia di una struttura che, così come è, non risponde ai bisogni di assistenza sanitaria della Città, è anti economica, in quanto costringe i pazienti ad un assurdo andirivieni tra Noto ed Avola, ed è addirittura pericolosa, giacché nelle giornate festive, semifestive e nelle ore pomeridiane e notturne è priva di servizi essenziali, quali ad es. il servizio cardiologico o una adeguata diagnostica”.


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