Ospedale Trigona, anche Noto bene comune e la Cgil contrari alla nuova riorganizzazione ospedaliera

Noto Bene Comune chiede al sindaco di sostenere la scelta di separare il presidio ospedaliero di Avola da quello di Noto, il Gap chiede la creazione di un comitato

Tutti uniti a difesa del Trigona. Dopo l’aspra nota del sindaco di Noto, Corrado Bonfanti, questa volta a prendere posizione è la coalizione di opposizione Noto Bene Comune, che chiede al sindaco di sostenere la scelta di separare il presidio ospedaliero di Avola da quello di Noto, ritirando “l’approvazione alla conferenza dei sindaci”.

La questione Trigona è tornata prepotentemente di attualità dopo che è stata approvata la nuova bozza per la riorganizzazione della rete ospedaliera in Sicilia e che di fatto prevederebbe lo spostamento dei reparti per acuti al Di Maria di Avola. La coalizione di opposizione chiede a Bonfanti di sostenere una revisione della rete ospedaliera provinciale ”richiamando tra l’altro – si legge nella nota di Noto Bene Comune – le disposizioni di legge in base al bacino di utenza della nostra zona sud così da rendere l’ospedale Trigona adatto alle aspettative del territorio per parametri normativi, qualità ed efficienza”.

Non solo la politica, anche la Cgil di Noto ha voluto dire la propria attraverso il segretario Salvo Boscarino. “Come si può cancellare – dice Boscarino – un pronto soccorso che in un anno effettua 25.000 accessi e che serve un bacino di territorio che in estate moltiplica le presenze. Noi chiediamo certezze e fatto consequenziali perché con la sanità non ci si può permettere di scherzare”.

Assistiamo a ipocrite prese di posizioni di deputati regionali che più che pensare alla qualità della sanità della zona sud, si occupano di curare il proprio orticello – dice il presidente del Gap e vicepresidente del Consiglio comunale Salvatore Cutrali – Esponenti politici di destra e di sinistra che vogliono rifugiare dal loro peccato originale. Le responsabilità sono politiche e ovviamente non solo di questo governo regionale, la precedente maggioranza aveva partorito il medesimo assetto per Noto, dimenticando le esigenze dei comuni della frontiera sud della provincia (Portopalo, Pachino Rosolini). Bisogna creare un comitato che coinvolga anche i comuni sopra citati, organizzare un momento di confronto e iniziare una azione di spinta dal basso per sensibilizzare la “Politica” che ad oggi si è mostrata sorda e muta. Mettiamo da parte per questa causa le divisioni politiche ed ideologiche e andiamo dritto all’obiettivo, quello di non fare scomparire la sanità ospedaliera a Noto, perché se cade Noto dopo non molto cadrà anche Avola che non potrà sostenere da sola l’utenza della zona Sud”.


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