Noto, il movimento Passione Civile sul parco archeologico di Eloro: “AAA antica cittadina greca con vista mare vendesi”

La scelta della Regione Siciliana di accorpare Eloro e la Villa Romana del Tellaro al parco archeologico di Siracusa fa discutere

Non ci sta Passione Civile a quello che definisce un “altro scippo subito dalla città nel totale disinteresse del sindaco e del presunto assessore alla Cultura“, e così ha deciso di prendere posizione sulla questione Eloro e Tellaro non risparmiando critiche e polemiche.

“La decisione del Governatore – si legge nella nota di Passione Civile – della Regione Siciliana Musumeci di cancellare il Parco archeologico di Eloro, Villa del Tellaro e Palazzolo per accorparlo a quello di Siracusa ignora il concetto di bene comune e obbedisce solo alle logiche di profitto e non certo di valorizzazione del nostro patrimonio culturale. E se non piace a nessuno questo ulteriore scippo di un nostro bene, a Passione Civile non piace nemmeno la posizione attendista del sindaco Bonfanti che, da tempo, pur sapendo di quale scempio è oggetto quell’area archeologica, non ha mai fatto nulla per impedirlo”.

Secondo Passione Civile, il sindaco di Noto sarebbe frenato dall’alzare la voce per una questione di “politically correct” e di “ossequio nei confronti del suo nuovo partito in maggioranza alla Regione” e inoltre non si sarebbe mai interessato “per dare attuazione alla delibera del Consiglio comunale che prevedeva l’estensione della Riserva di Vendicari fino ad Eloro, provvedimento che, nelle more dell’istituzione del Parco, avrebbe almeno garantito migliore custodia e protezione”.

“Nel caso di Eloro e Villa del Tellaro – prosegue la nota di Passione Civile – la prospettiva dell’istituzione del Parco era la sola speranza per salvare le rovine della città greca e i mosaici da una condizione di annoso degrado e abbandono, dagli abusi, dalle illegalità e dai furti. Per restituirle ad una fruizione controllata che può ampliare l’offerta degli attrattori turistici della nostra città. Fino ad ora abbiamo assistito all’assenza della Regione, incapace di gestire, accompagnato dal disinteresse da parte del Comune, colpevole di distrazione e mancanza di attenzione se non fosse per le segnalazioni da parte delle associazioni e movimenti che da sempre vigilano su questa sfortunata area. Risultato: nessun controllo e nessuna sanzione per quegli incivili che lasciano rifiuti dopo scorribande mangerecce e bivacchi sotto la colonna Pizzuta, tomba a camera di età ellenistica. Nessuna custodia e quindi nessun ostacolo per chi vuole trafugare reperti archeologici: ultimo eclatante furto quello dei sarcofagi”.

Poi la chiosa finale, contro Regione Siciliana ma anche, nuovamente, contro l’amministrazione comunale.

“Sappiamo bene che l’autonomia finanziaria dei Parchi archeologici non conviene alla Regione perché la loro istituzione farebbe infatti venir meno nel calderone unico delle casse regionali, gli introiti delle più importanti aree archeologiche siciliane, mentre avrebbe garantito a questi nuovi enti, oggi cancellati e da riperimetrare, guadagni da reinvestire nella custodia, manutenzione e valorizzazione con una evidente ricaduta positiva nella fruizione turistica e quindi nell’indotto economico dei comuni interessati. Le previsioni sono funeste: l’accorpamento dei due parchi Siracusa ed Eloro-Villa del Tellaro richiederà nuova riperimetrazione e quindi tempi lunghissimi. Ritardo, abbandono e ulteriore degrado! Una terra di nessuno. Ora che la gita a New York si è conclusa, il sindaco Bonfanti con la sua Giunta ci dicano in fretta quali strategie pensano di mettere in campo prima che compaia un “Si vende antica città greca con vista mare”.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo