Noto, Mario Incudine canta le serenate sotto i balconi della via dell’Infiorata

A sorpresa il cantautore ha concluso in questo modo il concerto d’apertura del festival Folk Barock

Sotto i balconi barocchi di via Nicolaci, la via dell’infiorata di Noto, mercoledì sera a sorpresa il cantautore Mario Incudine ha concluso il concerto d’apertura del festival “Folk Barock”, l’evento ideato e diretto da Carlo Muratori e quest’anno dedicato al tempo che torna. La quarta edizione si aperta al Convitto delle Arti con il concerto di Incudine, accompagnato alle tastiere e fisarmonica dal maestro Antonio Vasta, interamente dedicato alle serenate settecentesche siciliane. “Vinni a cantari all’ariu scuvertu” il titolo del concerto che poi a sorpresa si è concluso sotto alcuni balconi barocchi da dove si sono affacciate delle giovani ragazze. Nelle vesti di un innamorato, come accadeva un tempo, Incudine ha omaggiato le fanciulle con quelle che erano le poesie d’amore di una volta.

Ad accompagnarlo in questa esibizione on the road anche il maestro Carlo Muratori che era intervenuto pure durante il concerto per alcuni brani d’amore da lui stesso scritti e cantati da Incudine. Un pubblico rapito ha seguito l’intero concerto, lasciandosi coinvolgere dall’atmosfera di nostalgica malinconia che la musica, le parole, l’intensità espressiva di questi grandi interpreti della musica popolare siciliana sono riusciti a creare.

Il festival, giunto alla sua quarta edizione, ha visto ieri la reunion, dopo 40 anni di assenza dalle scene, dello storico gruppo de “I Cilliri”. Alle 21.30 sul sagrato di San Salvatore la formazione che ebbe ampio successo tra la fine degli anni ’70 e i primi anni ’80, creata dallo stesso Muratori, tornerà ad esibirsi, segnando l’avvio di un nuovo percorso musicale.

Stasera, al Convitto delle Arti, sarà il maestro Muratori il protagonista di un concerto/dibattito, dedicato al suo ultimo lavoro, il cd/book “Dies Irae, la Cantata di li rujni” (ed Le Fate), e ad una conversazione su terremoti ed eruzioni nella cultura popolare con Sergio Bonanzinga, docente di Etno-Musicologia dell’Università di Palermo, e lo storico Luigi Lombardo, autore del libro “Catastrofi e storie di popolo” che accompagna il cd “Dies Irae”. Sabato infine grande chiusura del festival con un altro grande ritorno, quello dei Kunsertu, alle 21,30 sulla scalinata della Cattedrale di Noto.


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