Noto, l’ultimo saluto a Corrado Perolini, il nonno-pilota che sapeva farsi volere bene

All'uscita dal funerale la bara è stata alzata davanti alla 112 con cui aveva gareggiato domenica a Modica prima dell'improvviso malore

Una Cattedrale gremita oggi pomeriggio ha salutato per l’ultima volta Corrado Perolini, il meccanico di 55 anni che domenica pomeriggio a Modica si è accasciato a terra dopo un malore improvviso.

In tanti, oltre alla famiglia, hanno voluto essere presenti al funerale celebrato da don Angelo Busà per accompagnare poi lo sfortunato Corrado nell’ultimo viaggio, quello verso il cimitero, dove il feretro è stato poi tumulato.

Don Angelo Busà ha espresso parole di vicinanza alla famiglia colpita da questo improvviso lutto, ricordando poi la figura di Corrado, marito e padre esemplare e nonno premuroso che sapeva volersi fare bene. Ma soprattutto capace di abbattere le distanze generazionali: quella sua passione per le auto e per l’automobilismo, infatti, lo portava a condividere intere giornate con amici più piccoli, alle prese con le prime gare, ai quali non mancava mai di dare consigli e suggerimenti.

Ad attendere il feretro all’uscita dalla chiesa c’era la sua inconfondibile 112 gialla: davanti a Palazzo Ducezio la bara è stata alzata quasi in segno di saluto verso quell’automobile a cui dedicava molto tempo e con cui ha gareggiato in giro per mezza Sicilia. Poi il corteo, fino al cimitero, con il rumore dei motori a cancellare quello delle lacrime e con la pioggia a rendere tutto, maledettamente, più triste.


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