Noto, l’incidente mortale di via Montessori. La difesa lamenta la pericolosità della strada

La tesi della difesa si baserebbe anche sullo stato di conservazione della via in questione

Un indagato per omicidio stradale con aggravante di essersi dato alla fuga, questa la conclusione a cui è giunta la Procura di Siracusa dopo l’incidente mortale del 19 febbraio in cui persero la vita Gabriele Marescalco e Manuel Petralito, sbalzati dallo scooter su cui viaggiavano in via Montessori dopo l’impatto con una Volkswagen Golf.

Il conducente è attualmente indagato, mentre il fratello che era accanto a lui per il momento no. La sua posizione sembra essere stata archiviata. L’avvocato difensore dell’indagato, l’avvocato Daniele D’Urso del foro di Bologna, raggiunto telefonicamente, lascia intendere una situazione diversa rispetto a quella descritta dalla Procura ed è pronto a sostenere alcune tesi discordanti rispetto a quelle dell’accusa, avendo già in mano una serie di perizie tecniche sulla dinamica dell’incidente e “sullo stato di salute” della strada in cui è avvenuto l’incidente e lamentando la “pericolosità” della stessa.

Incidente in cui persero appunto la vita 2 giovani: l’impatto fu violento e i 2 in sella uno scooter Piaggio furono sbalzati a metri di distanza. Secondo quanto ricostruito dall’accusa, le 2 persone che erano dentro l’automobile si sarebbero dati alla fuga, costituendosi soltanto alle 8 del mattino (l’incidente è avvenuto intorno alle 00.30).

Dai primi accertamenti è emerso che l’automobile su cui viaggiavano era intestata alla moglie dell’odierno indagato e dopo l’interrogatorio in Commissariato gli era stata ritirata la patente.

Sempre secondo la Procura, l’indagato alla guida dell’auto non avrebbe rispettato il limite di velocità (secondo la perizia della Procura viaggiava a circa 110 km/orari) e avrebbe invaso la corsia opposta su cui viaggiavano i 2 ragazzi.

 


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