Noto, l’appello di don Paolo Catinello: “facciamo rivivere la sensazione di stare in famiglia ai migranti che non ne hanno più”

E lancia un progetto anche a Noto attraverso l'ufficio Migrantes

Accogliere, sì, ma anche sensibilizzare. Questo il progetto lanciato da don Paolo Catinello, parrocco della chiesa del Santissimo Crocifisso, assieme all’ufficio Migrantes della diocesi di Noto, e che mette al centro i migranti arrivati in Sicilia dall’Africa.

Un progetto che prevede il coinvolgimento delle comunità del territorio che ospitano i minori stranieri non accompagnati e che si prefigge uno scopo chiaro ma non semplice da raggiungere: contrastare l’esclusione e lavorare sul concetto di mobilità umana.

“Vogliamo far capire che la mobilità – spiega don Paolo Catinello – è un diritto di tutti gli uomini. Chi arriva da noi non lo fa per uno sfizio, ma per necessità, lasciandosi alle spalle conflitti e guerriglie. Non lascia nel proprio Paese città, ma campi profughi. Da qui vogliamo partire con la nostra riflessione, andando più in là di quello che si vede. E anche di quello che si dice”.

Così sono in programma una serie di incontri per sensibilizzare non solo attraverso la fede ma anche attraverso un ricambio culturale. Agli incontri, però, seguiranno anche momenti più pratici: accogliere a casa gli ospiti delle comunità per minori del territorio e far vivere loro la sensazione di stare in famiglia.


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