Noto, indagine sulle firme false: Passione Civile chiede le dimissioni di Corrado Cultrera e della moglie

Dinnanzi a queste accuse gravissime, secondo gli esponenti del movimento politico, "il PD non può far finta di niente e continuare ad appoggiare una amministrazione solo perché bisogna governare, con chicchessia, purché si governi"

Dimissioni immediate del Consigliere comunale Corrado Cultrera e la presidente del Consiglio Veronica Pennavaria. E’ l’invito che arriva dal movimento politico “Passione civile”.

“Come ha dichiarato alla stampa qualche settimana fa il magistrato Pier Camillo Davigo, i magistrati esistono proprio per distinguere fra colpevoli e innocenti, ma non sono le sentenze che debbono selezionare la classe dirigente e politica: è la politica che deve fare le sue valutazioni autonome sul materiale giudiziario e decidere se certe condotte già dimostrate in fase di indagine, a prescindere dalla rilevanza penale, sono compatibili o meno con la “disciplina” e “l’onore” richiesti dall’art. 54 della Costituzione a chi ricopre pubbliche funzioni. Come potergli dare torto! La magistratura deve fare il suo corso, scoprire i colpevoli, emettere le sentenze di condanna“.

Il riferimento è all’indagine aperta a carico di Cultrera che è accusato falso ideologico e turbamento del regolare svolgimento delle elezioni per delle presunte firme false fra quelle raccolte per presentare la lista a sostegno del sindaco Bonfanti, con cui, poi, sono stati eletti lui e la moglie.

“La politica deve avere altri tempi e unità di misura. Non è necessario attendere il giudizio della magistratura. Ancor più oggi che la politica è travolta da un sentimento di sfiducia da parte della cittadinanza. I cittadini, gli elettori, debbono potersi fidare. Debbono essere certi che le loro sorti, le sorti della città, del paese, vengano affidate a persone pulite, oneste, corrette. Solo così può farsi argine al dilagante disgusto che rischia di travolgere la politica e le istituzioni. Questa è stata una delle motivazioni per la quali il movimento Passione Civile decise di correre da solo alle amministrative del 2016, rompendo con la coalizione che appoggiava Bonfanti. Chiedevamo coraggio! Coraggio di tagliare con certi personaggi fin troppo chiacchierati (ad essere benevoli), con certe liste. Di fare un’opera di pulizia e avviare una stagione di rinnovamento della politica a partire dagli uomini della politica. I nodi vengono al pettine – proseguono dal movimento politico -. L’accusa a carico di Cultrera è gravissima e colpisce non solo una lista che ha fortemente contribuito alla elezione del sindaco Bonfanti, ma che oggi esprime il presidente del Consiglio comunale. Il problema non è solo che se quelle accuse venissero confermate ci troveremmo di fronte a un risultato elettorale falsato. Dinnanzi a queste accuse gravissime, fermo restando il principio che nessuno è colpevole fino a sentenza definitiva, è eticamente lecito che tutti restino al loro posto come se nulla fosse? Consentendo che ancor di più dilaghi inarrestabile la sfiducia per una politica e delle istituzioni incapaci di presentarsi con personaggi che non debbono essere neppure sfiorati dal dubbio di aver commesso qualcosa di illecito“.

Dinnanzi a queste accuse gravissime, secondo gli esponenti del movimento politico, “il PD non può far finta di niente e continuare ad appoggiare una amministrazione solo perché bisogna governare, con chicchessia, purché si governi – concludono -. Erano scelte che bisognava già fare a suo tempo. Oggi la scelta è obbligata e non può essere rinviata. Cultrera e la moglie devono dimettersi, se la politica è una missione e non un affare, loro non perderanno nulla, ci guadagnerà la credibilità della politica e delle istituzioni“.


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