Noto, gli aderenti (ormai ex) a Forza Italia scrivono a Berlusconi: “noi incompatibili con Bonfanti, costretti ad abbandonare il partito”

Una nota indirizzata al presidente del partito per prenderne le distanze dopo l'adesione del sindaco di Noto e di alcuni esponenti della maggioranza

Era nell’aria. È arrivata – alla stampa – sabato pomeriggio. È la nota ufficiale con le firme di 18 ormai ex aderenti a Forza Italia che hanno deciso di abbandonare il partito forzista dopo che il 9 marzo il sindaco di Noto Corrado Bonfanti, 2 suoi assessori e 6 consiglieri sono stati accolti nel partito dalla deputata nazionale Stefania Prestigiacomo e dal commissario provinciale del partito Bruno Alicata.

Tra le firme ci sono quelle dell’ex sindaco di Noto Raffaele Leone, dell’ex consigliere comunale Salvo Veneziano e dell’ex coordinatore cittadino di Forza Italia Vincenzo Leone. Nella lettera indirizzata a Berlusconi ci sono le spiegazioni della scelta e anche un breve riassunto degli ultimi anni di politica cittadina.

Gli ex aderenti a Forza Italia fanno parte del movimento Noto Nostra, movimento civico presente a Noto ormai da quasi 25 anni (dalla prima sindacatura Leone, estate 1994). Movimento che nel 2011 corre assieme a Forza Italia proprio alle comunali candidando l’ex sindaco Raffaele Leone in contrapposizione all’uscente Corrado Valvo e a Corrado Bonfanti, poi vittorioso al ballottaggio su Leone. Nel 2016, così come spiegato nella lettera, Forza Italia è anima della coalizione che sostiene l’ex consigliere Salvo Veneziano, anche in questo caso candidato contrapposto a Bonfanti.

Basterebbe, da un punto di vista politico, solo questo a spiegare la decisione di Noto Nostra. Ma la lettera va oltre e richiama le responsabilità della Prestigiacomo e di Alicata, prima, e poi evidenzia le differenze nel modo di intendere l’attività amministrativa rispetto a Bonfanti e alla sua maggioranza.

Così vengono citate in ordine sparso: la questione morale, le tariffe Tari che penalizzano i commercianti, il Prg ancora non approvato, la tassa di soggiorno imposta alle strutture ricettive e lo scarso contrasto dell’abusivismo.

“E’ evidente – si chiude poi la lettera – che siamo incompatibili, per questo siamo costretti ad abbandonare il partito dopo anni di militanza, convinti che i consensi si raccolgano con le battaglie politiche e non raccogliendo questuanti di candidature o detentori di pacchetti di voti”.


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