Noto, il Giro d’Italia 2019 si ferma in Puglia, Federciclismo non ci sta e porta l’esempio del velodromo Paolo Pilone

Una decisione che ha fatto storcere il naso a tanta gente, qualcuno si è spinto anche a chiedere di modificarne il nome, altri invece hanno segnalato il trattamento di serie B che spesso le regioni del sud subiscono quando c'è un appuntamento sportivo da organizzare

È l’argomento del momento per gli appassionati di ciclismo, dopo le 3 tappe del 2018, l’edizione 2019 del Giro d’Italia si fermerà in Puglia e non scenderà più a sud. Una decisione che ha fatto storcere il naso a tanta gente, qualcuno si è spinto anche a chiedere di modificarne il nome, altri invece hanno segnalato il trattamento di serie B che spesso le regioni del sud subiscono quando c’è un appuntamento sportivo da organizzare.

Tra le voci più interessanti c’è quella del presidente di Federciclismo Rocco Di Rocco (numero 2 dell’Unione ciclistica internazionale), il quale rispettando le decisioni degli organizzatori ha voluto sottolineare l’importanza che la corsa a tappe riveste per gli investimenti sul territorio. E lo ha fatto citando l’esempio del velodromo Paolo Pilone.

“Il Giro contribuisce – ha detto Di Rocco sulle pagine della Gazzetta dello Sport di ieri – alla valorizzazione e alla promozione di uno sport che crea coscienza e prepara a un miglior senso civico. Faccio un esempio: in estate a Noto abbiamo riaperto il velodromo proprio sulla spinta del Giro che negli ultimi anni in Sicilia è passato spesso. Qui organizzeremo i Tricolori giovanili e tra gennaio e febbraio andrà ad allenarsi la Nazionale della pista con il c.t. Villa”


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