Noto, il disegno mai consegnato, le rose e una lattina di the sui banchi di Gabriele e Manuel

Il banco in classe di Gabriele e Manuel

Così i compagni di classe hanno ricordato gli amici scomparsi tragicamente

I banchi vuoti, due assenze pesanti e pochissima voglia di parlare. Non è stato facile per i ragazzi della 4^A dell’indirizzo Caet e per quelli della 1^B del liceo scientifico ritornare in classe questa mattina.

Ieri doveva essere un giorno di festa ma si è subito trasformato in un giorno di dolore e lacrime. Gabriele e Manuel, i loro compagni di classe, non ci sono più e parlarne stamattina è stato per un attimo difficile. C’è voluta qualche ore per abituarsi: i loro banchi resteranno vuoti. Per sempre. Il loro ricordo, però, non svanirà.

Lo dicono convinti i ragazzi. Gabriele frequentava la 4^A dell’indirizzo Caet, l’ex indirizzo tecnico per i Geometri per intenderci. Come tutti i ragazzi della sua età il weekend voleva dire calcio e amici e così è stato anche nell’ultimo che ha vissuto. Domenica era al Palatucci per la partita della Rinascita Netina e poi aveva già dato appuntamenti ai compagni di squadra della Virtus Avola per gli allenamenti della settimana. Allenamenti a cui non parteciperà più. Sul suo banco questa mattina un mazzo di rose rosse e l’aula che sembra così grande quasi da perdersi dentro.

Manuel, invece, frequentava la 1^B del liceo Scientifico. Aveva appena cominciato a prendere confidenza con le proiezioni ortogonali e proprio in questi giorni avrebbe consegnato il disegno alla prof. d’Arte. Non ha fatto in tempo. In compenso ci hanno pensato i suoi compagni di classe a consegnarlo a nome suo. L’album da disegno è li sul suo banco. Ultima fila. Il disegno è firmato da lui e accanto c’è una lattina di the alla pesca. “Era la sua bibita preferita” spiegano i suoi compagni di classe. “Appena suonava la ricreazione scappava a prenderla al distributore automatico e oggi lo abbiamo fatto noi per lui. Lo faremo ogni giorno, come se niente fosse cambiato“. Parola di compagni di classe, adolescenti ma già grandi.


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