Noto, “Devi morire per mano mia”, 41enne denunciato per maltrattamenti in famiglia

Tra agosto 2018 e novembre 2018 avrebbe inviato più di 4mila sms all'ex compagna

Ieri la Polizia di Noto ha proceduto all’esecuzione dell’ordinanza di divieto di avvicinamento emessa dal Gip del Tribunale di Siracusa a carico di S.O. di anni 41, pregiudicato, indagato per maltrattamenti in famiglia.

Lo stesso, infatti, con condotte reiterate consistite in minacce, appostamenti sotto casa e nel tempestarla di telefonate e messaggi specie tramite applicativo WhatsApp, maltrattava la moglie provocando in lei un perdurante stato di tensione e paura per la propria incolumità.

In particolare, dopo un periodo di carcerazione subito dalla persona offesa da dicembre 2016 a gennaio 2017 e da giugno 2017 a luglio 2018, costellato peraltro da costanti litigi in occasione delle visite fatte dal marito, la donna veniva scarcerata e affidata ai servizi sociali dal tribunale di sorveglianza. Dopo qualche giorno trascorso nella casa coniugale, la donna si trasferiva a casa della madre a Noto, ritenendo conclusa la sua relazione coniugale.

Non rassegnandosi alla fine della convivenza, l’indagato iniziava a porre in essere nei confronti della moglie vere e proprie condotte persecutorie, concretizzatesi in centinaia di telefonate, messaggi in seno alle quali le rivolgeva minacce gravi di morte del tipo “mangerai terra, devi morire per mani mie”, minacce estese anche ad altri familiari. La donna, pertanto, sporgeva denuncia dei fatti riferendo dettagliatamente quanto a sua conoscenza.

Le dichiarazioni della parte offesa, trovavano riscontro nella ulteriore denuncia sporta dalla sorella della vittima, nelle sommarie informazioni assunte dal figlio della coppia, il quale confermava la non volontà del padre di rassegnarsi alla fine del rapporto ed infine nelle annotazioni redatte dalla Polizia e, in più circostanze, riscontrava la presenza del denunciato, in stato di agitazione, sotto casa della moglie a Noto, intento a proferire minacce nei suoi confronti.

Significativa, risultava altresì la produzione di fotografie inviate da S.O. nel novembre 2018, ritraenti sua moglie e la sorella in mezzo alle fiamme o lo stesso indagato nell’atto di maneggiare fuochi di artificio: evidente il messaggio minatorio per le destinatarie.

Dall’esame, infine, dei tabulati di traffico telefonico, si contavano più di 2mila telefonate e quasi 4mila sms, nell’arco temporale agosto 2018/novembre 2018, sempre in entrata nel cellulare della vittima e riconducibili all’indagato. L’uomo, ben noto alle Forze di Polizia per il corposo excursus criminale e l’indole aggressiva, raggiunto nel luogo dell’abitazione, è stato sottoposto alla misura del divieto di avvicinamento alla moglie e ai suoi familiari, con l’obbligo di mantenersi ad almeno 100 metri dagli stessi e dai luoghi dagli stessi frequentati, e con divieto di comunicare con qualsiasi mezzo.


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