Noto, Dee Dee Bridgewater: sold out e dieci minuti di applausi finali per il concerto

La grande cantante jazz si è esibita con la HJO Jazz Orchestra diretta da Benvenuto Ramaci

Successo annunciato per “An evening with Dee Dee Bridgwater”, l’evento jazz più importante dell’estate siciliana e tra i maggiori delle ultime stagioni. Sold out per l’unica tappa in esclusiva che il Festival Notomusica ha saputo aggiudicarsi tra tanti concorrenti. L’applauso interminabile segna già l’ingresso sul palco del Cortile del Collegio dei Gesuiti. Ed è subito soul, subito blues. Dalle note di  “Lady sings the Blues” al Kurt Weill di “September Song”, da “Lady be good di Duke Ellington fino al Gershwin di “A foggy day in London Town”, la cantante di Memphis non si risparmia e si dà con generosità al pubblico in delirio, inanellando come perle una sapiente sequenza di standard, pescando soprattutto, ma non solo, nel repertorio di interpreti a lei particolarmente care, come Billy Holiday ed Ella Fitzgerald.

La sua fantasia interpretativa, l’insuperato virtuosismo, il gusto ineguagliabile conquistano ed entusiasmo la platea. Ed è un trionfo, con dieci minuti di applausi finali, per la star afroamericana che si è esibita a Noto con la formidabile Hjo Jazz Orchestra, sapientemente diretta dal maestro Benvenuto Ramaci e formata da elementi provenienti in gran parte dalla compagine del Teatro Massimo Bellini: musicisti di vaglia, ottimamente amalgamati nell’insieme e al tempo stesso capaci di svettare negli assoli virtuosistici.

È toccato a loro far da corona alla mitica cantante afroamericana, classe 1950 e fascino intatto, una delle ultime dive del jazz internazionale, un’instancabile esploratrice della musica nera, reduce dal recente trionfo ad Umbria Jazz. Dotata di un timbro vocale caldo e avvolgente, Bridgewater è perciò universalmente celebrata come una delle rare eredi delle grandi voci femminili del jazz. Il concerto netino è stata un’occasione straordinaria per ammirare la sua declinazione dei virtuosismi del jazz e del be-bop, resi con la sua versatile e ormai iconica voce black, intrisa di sensazioni ed emozioni profonde, come si conviene ad un’interprete dall’eccezionale carica comunicativa, che da sempre ama reinventarsi.

“An evening with Dee Dee Bridgewater” perciò resterà scolpito nella memoria degli spettatori intervenuti all’esclusiva soirée musicale con un’autentica leggenda vivente, che ad oggi ha vinto ben tre Grammy Awards: due per l’acclamatissimo tributo a Ella Fitzgerald (Dear Ella) e uno nel 2011 per l’album dedicato a Billie Holiday (“To Billie With Love From Dee Dee”). Impegnata anche nel sociale, il 16 ottobre 1999 Dee Dee Bridgewater è stata nominata ambasciatrice dell’Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura delle Nazioni Unite (Fao). Nell’intervista rilasciata dopo lo spettacolo, ha messo l’accento sulla battaglia per l’uguaglianza, come valore inviolabile di ogni democrazia. “La mia più importante battaglia? Ogni giorno è una battaglia! Svegliarsi e uscire dal letto è una battaglia, andare in tour è una battaglia…noo…La battaglia più grande per me è l’eguaglianza. Eguaglianza per la gente senza riserve per la loro cultura, il loro sesso, le loro preferenze rispetto alla vita. Vorrei vedere l’eguaglianza per tutti, per le donne…noi non siamo sempre rispettate al livello a cui dovremmo esserlo”.

Paladina dei diritti civili e del rispetto paritario della condizione femminile, Dee Dee Bridgwater è stata non  caso tra le artiste che hanno sostenuto Hilary Clinton nella corsa per la Casa Bianca. Alla domanda se pensa che verrà presto un giorno in cui una donna sarà presidente degli Stati Uniti, risponde: “Non so, davvero non lo so se avremo presto una donna come presidente degli US. In questo momento abbiamo in carica un individuo folle che non so a cosa ci porterà. Vorrei probabilmente scommettere che dopo di lui … qualunque cosa è possibile, ma non penso che l’orientamento della massa vorrebbe una donna. Certo, lo spero. Abbiamo cominciato bene con Obama, ma la sua vittoria ed il colore della sua pelle da soli non potevano creare una cambiamento radicale nella nostra società, che definirei malata. Non stiamo bene e infatti la gente sceglie chiunque. Questo spiega le divisioni razziali, le divisioni sociali, le divisioni umane, spiega tutto, anche il perché la carica di presidente sia ricoperta da una persona così, probabilmente votata come reazione dall’onda conservatrice che non aveva apprezzato l’elezione di un presidente di colore.

Il concerto della Bridgewater, ospitato come tutta la rassegna nel Cortile del Collegio dei Gesuiti, ha aperto l’impressionante sequenza di stelle che Notomusica proporrà nel mese di agosto: il sestetto jazz di Peppe Servillo (lunedì 6 agosto), Nicola Piovani e il suo ensemble (giovedì 9), la pianista Gloria Campaner (16 agosto) e il duo pianistico formato da Ramin Bahrami e Danilo Rea (domenica 19).


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