Noto, “Dalle sponde siciliane all’Europa”, oggi al Cumo congresso internazionale sulle migrazioni

A chiusura del congresso uno spettacolo al Teatro Tina Di Lorenzo

“Dalle sponde siciliane all’Europa. Posti di blocco, controlli sanitari, rifornimenti e pedaggi” è questo il titolo del convegno internazionale sulle migrazioni in Europa che si svolgerà oggi a Noto, nella sede del Palazzo della Cultura “Carlo Giavanti”.

Le migrazioni occupano le prime pagine dei giornali di tutta Europa con la cronaca degli sbarchi. Ma sono veramente rarissime le analisi e gli studi su ciò che accade “dopo” lo sbarco. Fare luce su questi aspetti e creare una  “mappa “ragionata” di luoghi e spazi , e soprattutto delle tappe forzate,  delle migrazioni è tra i principali obiettivi del convegno.

L’evento è organizzato dal Center for Migration Studies Mediterraneo Sicilia Europa con il contributo del Consorzio Universitario Mediterraneo orientale e il sostegno della Città di Noto. Il programma del convegno prevede interventi di docenti, ricercatori scientifici, donne e uomini impegnati in prima linea sui fronti del salvataggio e della prima accoglienza.

Le relazioni saranno condotte da Corrado Bonfanti (sindaco di Noto), Maurizio Caserta  (presidente del Centro Studi e dell’associazione Mediterraneo Sicilia Europa Onlus – presidente del Comitato Scientifico e Professore Ordinario di economia Politica, Università di Catania), Alberto Martinelli (Professore Emerito, Università di Milano – president International Social Science Council (Issc) – Presidente Fondazione Aem-Gruppo a2a),  Nicola Pasini (Professore Associato di Scienze Politiche, Università di Milano – Fondazione Ismu (Iniziative e Studi sulla multietnicità),  Isabella De Luca (Sottotenente di Vascello della Guardia Costiera), Federico Panconi (Comandante dell’Unità Navale Maggiore della Guardia Costiera), Issa El Hamad (Medico infettivologo presso Malattie Infettive dell’Asst Ospedali Civili di Brescia – Coordinatore scientifico dell’Unità di Medicina Transculturale e Malattie Sessualmente Trasmesse), Maria Antonietta Di Rosolini (Dirigente medico Uoc Malattie Infettive Modica, Asp Ragusa), Adriana Di Stefano (Professore Associato di Diritto dell’Unione europea, Dipartimento di Giurisprudenza, Università di Catania), Alessio Lo Giudice (Professore Ordinario di Filosofia del diritto, Università di Messina) Carmelo Maria Porto (Professore di Geografia della Globalizzazione, Università di Messina), Sebastiano Nucera (Ricercatore in Sociologia della Comunicazione, Università di Messina), Marco Centorrino (Ricercatore in Sociologia e Comunicazione, Università di Messina), Corrado Spataro (Presidente del Comitato Direttivo del centro Studi Mse).

Le ragioni politiche e geopolitiche del convegno le spiega Maurizio Caserta: “Il Mediterraneo è oggi il luogo più esposto alla tensione migratoria, perché è il luogo in cui l’inclusione e l’integrazione risultano estremamente ardue tanto a Sud quanto a Nord. Negli ultimi tre decenni, nel bacino del Mare nostrum i flussi migratori hanno ridisegnato dinamiche inedite, influendo sulle relazioni geopolitiche tra la sponda Nord più avanzata e una sponda Sud che, lungi dall’essere un’area di mero sottosviluppo, si configura sempre di più come regione estremamente polarizzata, all’interno della quale le economie dei paesi più sviluppati tendono a convergere verso quelle dei vicini settentrionali, mentre altri paesi subiscono costanti decrementi dei livelli di ricchezza”.

Verrà ribadita anche la centralità della Sicilia, mettendo in luce alcuni aspetti: “La centralità geografica nella rotta mediterranea – spiega Caserta – conferma la Sicilia come principale area di sbarco dei migranti e, proprio in virtù di questa specificità, ospita tre dei quattro hotspot attualmente attivi. La mobilità in tale regione non è soltanto radicata nella sua vocazione atavica di crocevia di popoli diversi, ma è supportata dalle tendenze della mondializzazione economico-culturale che moltiplica i fattori delle migrazioni, oltre che dai differenti stadi di transizione demografica”.

Un altro aspetto che il convegno cercherà di mettere in luce è “il processo di accumulazione di capitale umano e sociale che il migrante compie attraverso le tappe del suo viaggio”. Una chiave di lettura inedita che, sempre secondo il professore Caserta, deve  essere analizzata e compresa, poiché gli uomini e le donne che compiono questo viaggio “non sempre potranno arricchire il loro stock di capitale. In alcune tappe si verificherà l’opposto. Alcune saranno tappe di ‘rifornimento’ di capitale umano e sociale.  Altre saranno tappe in cui dovrà pagare o versare qualcosa. Si tratta ovviamente di un processo dinamico che potrebbe portare il migrante a insediarsi nel paese di prima destinazione; a rientrare nel paese di origine; oppure a rilocalizzarsi in un altro paese, diverso da quello di prima destinazione”.

 


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