Noto, comincia il secondo weekend di Le Vie dei Tesori: palazzi, chiese e musei aperti e da conoscere meglio

Sono 13 i luoghi speciali inseriti nel circuito. Positivo il bilancio del primo weekend

Secondo weekend di Le Vie dei Tesori, il Festival per la promozione culturale dei monumenti siciliani a cui per il primo anno ha aderito Noto.

Da oggi e fino a domenica, i 13 luoghi inseriti nel circuito saranno visitabile tramite l’acquisto di un coupon unico.

Con l’aiuto del Comune e della Diocesi, è stato costruito un percorso quasi sensoriale, che si insinua proprio nei luoghi più nascosti. Oppure si può andare in cerca di Madonnine: quella Bianca o della Neve, che ha un nome bellissimo, arriva da Noto Antica ed è attribuita al Gagini, la troverete nella chiesa del SS. Crocifisso dove è anche la cappella rosa e celeste dei Landolina; sempre dal sito storico arriva la scultura in marmo della Madonna col Bambino dei palermitani Giovanni e Paolo de Battista della Badia Nuova, ma bisogna spingersi fino a Santa Chiara per trovare una cinquecentesca Madonna con Bambino attribuita ad Antonello Gagini.

Un colpo d’occhio merita la scalinata amata dalle star della Cattedrale, ma Noto non è solo chiese: eccola infatti pronta ad aprire i suoi nobili palazzi, simbolo di un tempo in cui la cittadina era meta di re e principi: da Palazzo Ducezio dove Gregorietti mise mano ai saloni per la visita ufficiale di Umberto e Maria Josè di Savoia; al neoclassico Palazzo Landolina di Sant’Alfano che, tra il 1838 e il 1844, ospitò tre volte Ferdinando II di Borbone e Maria Teresa d’Austria; fino al bestiario grottesco che adorna il palazzo dei principi Nicolaci di Villadorata, vero gioco surreale di sirene, leoni, sfingi, ippogrifi, cavalli alati e angeli che si affacciano dai mensoloni che sorreggono le gelosie; e infine, Palazzo Trigona che per metà appartiene ancora all’ultima marchesa di Canicarao.


© Riproduzione riservata - Termini e Condizioni
Stampa Articolo