Noto, caos all’ospedale Trigona: c’è chi si incatena e chi ha cominciato lo sciopero della fame

"Stanno smantellando i reparti dopo che ci avevano promesso che rientravano", ha detto Anna, une delle tre mamme che ha cominciato lo sciopero della fame protesta

I reparti di Pediatria e Ostetricia dovevano rientrare da Siracusa entro il 31 marzo ma questo non è successo, così la cittadinanza – anche in mancanza di rassicurazioni da parte dell’Asp8 – ha deciso di protestare, organizzando un sit-in permanente al Trigona per fare sentire la propria voce.

Nel frattempo il sindaco Corrado Bonfanti ha scritto al Prefetto per spiegare quello che sta succedendo e CasaPound Noto ha occupato simbolicamente il reparto di Ginecologia e Ostetrica attualmente senza pazienti.

Mattinata agitata al Trigona, dunque, dove alcune mamme hanno anche cominciato lo sciopero della fame e dove alcuni cittadini si sono incatenati per manifestare dopo essersi sentiti presi in giro.

Anche perché l’attesa rifunzionalizzazione della sanità sull’Isola doveva avere dei passaggi diversi, stando anche a quanto dichiarato da un rappresentante Asp durante il Consiglio comunale di fine marzo: i posti per lungodegenza dovevano andare al terzo piano e invece sembra stiano per essere attivati al primo piano, lì dove dovevano rientrare i reparti di Pediatra e Ginecologia il 31 marzo.

“Stanno smantellando i reparti dopo che ci avevano promesso che rientravano“, ha detto Anna, une delle tre mamme che ha cominciato lo sciopero della fame protesta.

“E chi non ha soldi, come fa ad andare in giro per curarsi“, ha aggiunto una signora anziana mentre strappava la tessera elettorale. Tra le persone incatenate anche l’ex primario di Ortopedia, Vincenzo Adamo.


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