Noto, annullamento parziale del piano paesaggistico: si attende il responso del Tar

Contestata l'introduzione di una deroga generale e arbitraria ai vincoli paesaggistici in favore delle opere militari; la scelta di consentire la realizzazione di lidi, chioschi, ristoranti e depositi stagionali in aree costiere, naturalistiche e archeologiche soggette al livello di tutela 3 (il massimo)

Si è svolta giovedì mattina, dinnanzi al Tar di Catania, l’udienza pubblica di discussione del ricorso promosso da Natura Sicula, in collaborazione col Coordinamento Punta Izzo Possibile, per l’annullamento parziale del decreto regionale di approvazione del Piano Paesaggistico di Siracusa (D.A. n. 5040 del 10 ottobre 2017 pubblicato nella GURS n. 12 del 16 marzo 2018).

Attraverso questo ricorso, con l’assistenza legale dell’avvocato Sebastiano Papandrea, è stata contestata la legittimità di alcune norme di attuazione del Piano paesaggistico, e in particolare: l’introduzione di una deroga generale e arbitraria ai vincoli paesaggistici in favore delle opere militari; la scelta di consentire la realizzazione di lidi, chioschi, ristoranti e depositi stagionali in aree costiere, naturalistiche e archeologiche soggette al livello di tutela 3 (il massimo); la previsione della possibilità d’istallare pontili galleggianti per l’ormeggio delle imbarcazioni in zone facenti parte dell’Area Marina Protetta del Plemmirio.

Tra i beni interessati dalle prescrizioni del Piano impugnate, si annoverano, da Augusta a Siracusa: Capo Campolato, Capo Santa Croce, Punta Izzo, parte del Parco dell’Hangar, San Cusumano e Cava Sorciaro limitrofi al Sito d’importanza comunitaria dei Monti Climiti, l’isolotto di Ognina e la costa meridionale del fiordo di Ognina, Punta Asparano, Punta del Cane, una porzione dell’Area Marina Protetta del Plemmirio, la spiaggia della Pizzuta o la spiaggia a nord dell’antica città greca di Eloro, contenente le rovine del Tempio dedicato a Demetra.

Dopo l’udienza di merito svoltasi lo scorso 18 aprile, è attesa adesso la decisione dei giudici del Tar. Da rilevare l’assenza del Comune di Augusta che ha omesso d’intervenire “ad adiuvandum” nel ricorso, disattendendo così l’impegno assunto pubblicamente in occasione della conferenza a Palazzo San Biagio del 12 gennaio scorso.

Come già detto durante quella sede, riteniamo che le prese di posizione politiche risultano inutili, e finanche opportunistiche, se non accompagnate da concrete azioni amministrativeDalle Saline del Mulinello alla costa di Brucoli e Agnone, passando per Punta Izzo, il nostro fragile e irripetibile patrimonio paesaggistico va protetto da iniziative pubbliche e private che rischiano di danneggiarlo irrimediabilmente – affermano da Punta izzo Possibile -. In questa direzione, le istituzioni locali – a partire dai Comuni – hanno il dovere di fare la loro parte. Rinnoviamo pertanto l’invito, rivolto all’Amministrazione comunale di Augusta, ad una maggiore attenzione e concretezza nelle azioni amministrative da intraprendere. Affinché il compito di difesa del paesaggio e dell’ambiente non venga lasciato all’esclusivo impegno volontario della cittadinanza attiva”.


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