Don Fortunato Di Noto sulla “Samara Challenge”: “Non è un gioco. Il male non è mai banale”

Intervento del vicario episcopale per le Fragilità

Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter e vicario episcopale per le Fragilità, è intervenuto sulla “Samara Challenge”, raccontando anche la propria esperienza nell’incontrare bambini che ne parlano impauriti.

“Manifesto un sorriso e rassicuro con una carezza – racconta don Fortunato – ma ho percepito molta paura e disagio in alcuni bambini  che ho incontrato. Raccontavano di Samara che avevano incontrato, intravisto,  in alcune vie della nostra città, ma siccome, come ben so, frequentano i social, l’esperienza è più virtuale che reale, ma è stata una esperienza che potevano evitare, ecco gli incubi dell’horror che non sarà facilmente dimenticato. Ecco perché ho dovuto rassicurare questi bambini”.

Poi una riflessione per provare a spiegare non tanto cosa succede in chi avvista Samara, ma in chi ci si traveste.

“Questi giovani, vestiti come Samara, hanno determinato una riflessione – prosegue don Fortunato – perché l’uomo vuole trasformarsi in un mostro? Perché si vuole impersonare il male e far vedere che l’uomo è perverso, cattivo, crudele, perverso, ingannevole. Un male che ha la forza di dispiegarsi in tutta la propria forza attrattiva e costrittiva, e a trascinare l’uomo verso un abisso tremendo e insondabile, da cui riemergere è spesso impossibile. E il male non è alcunché di soprannaturale. Perché è questo quello che evoca, che imprime paura attraverso il sorriso della banalità sul male. Qualche incauto interprete di Samara ha preso dei pugni, dei calci, solo per la banale emozione del video virale; perché non è un gioco e qualcuno si sta facendo del male. Samara ha raggiunto il suo obiettivo: fare del male. Dobbiamo aiutare gli emulatori a smettere questo banale gioco oscuro che provoca il male. Dalla paura alla tenerezza di un sorriso, un po’ di pace oltre il pozzo oscuro di Samara che si possa vedere la luce, oltre il buio. Non è mai un gioco il male”.


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