Calcio, Noto: dieci anni fa il gol di Tonino Nastasi che valse l’Eccellenza. Video e fotogallery ma… che fine hanno fatto i protagonisti?

La squadra, allora allenata da Giancarlo Betta, dominò il campionato e a maggio conquistò anche la Coppa Italia Promozione

Dieci anni. Tanti ne sono passati dal quel pomeriggio di marzo in cui il Noto battè di misura (guarda il video del gol di Tonino Nastasi) il Santacroce nel vecchio stadio comunale di via Cavarra conquistando matematicamente la vittoria del campionato di Promozione e il ritorno in Eccellenza dopo 28 anni. Era il Noto dei presidenti Giovanni Musso e Corrado Bonfanti, di Cesare Sorbo direttore sportivo e Giancarlo Betta allenatore, con il prof. Raffaele Di Bartolo preparatore atletico. Era il Noto che poi conquisto una storia doppietta, vincendo a maggio il Memorial Orazio Siino, la Coppa Italia Promozione. In quella stagione il Noto perse una sola partita, proprio contro il Santacroce ma all’andata.

Che fine hanno fatto i protagonisti di quella squadra? Presto detto. Ecco una veloce carrellata, ruolo per ruolo.

Portieri. Fu l’anno di Peppe Aglianò, diventato l’Uomo Tigre, portiere siracusano arrivato dalla Rari Nantes e protagonista di una grande stagione con soli 15 gol subiti in 37 presenze. Adesso gioca nel Ragusa, in Promozione. Con lui in squadra c’erano anche Giorgio Calabrese, fratello di Gigi, che disputò solo alcune partite di Coppa Promozione; Carmelo Pomillo, netino che non arrivò a esordire ma che ha poi proseguito la sua carriera nel Noto anche in Eccellenza. A inizio stagione giocava nel Noto anche Andrea Lombardo, ex dell’Aquila Grammichele, il quale poi ha preferito la carriera militare.

Difensori. Se Seby Cravano, giovanissimo classe 1990 fu costretto ai box da un infortunio a inizio stagione, figuravano in rosa anche un giovanissimo Carlo Manganaro, talento netino fino all’anno scorso alla Rinascita Netina, insieme con Danilo Toro, Peppe Zagame e Salvo Scarso. Questi 3 restarono fino al mercato invernale. Ivan D’Arrigo, stopper, ha appeso le scarpette al chiodo ed è rappresentante di materiale sportivo. Giocava accanto al capitano Enrico Fazzino, netino doc, che poi ha proseguito tra Pachino e Virtus Ispica fino a due anni fa. I cugini Sebastiano e Vincenzo Genovese sono rimasti nel calcio: entrambi si sono dati al calcio a 5, con Vincenzo che è tornato a Noto per una breve parentesi due anni fa in Prima Categoria. Ritorno che c’è stato anche per Andrea Randazzo. Quello che era uno dei riferimenti per mister Betta in campo, ha tolto le scarpette e adesso allena il Canicattini. Ma due anni fa fu a Noto, nella doppia veste di allenatore-giocatore. Fu il più utilizzato tra campionato e coppa: 39 presenze e 4 gol. In rosa, ad inizio stagione, anche Paolo Passarello.

Centrocampo. Qualità, corsa, quantità e gol, il centrocampo di quel Noto era forse uno dei più completi reparti di sempre visti in granata. Tonino Nastasi era il faro centrale capace di fare entrambe le due fasi e adesso prosegue la sua carriera legata allo sport dopo essersi laureato in Scienze Motorie. Accanto a lui agiva Lino Maieli, prelevato dal Campobello di Licata e trascinatore con 14 gol stagionali. Anche lui è rimasto nel calcio: è tornato a Noto 3 stagioni fa, in Prima Categoria, e allena squadre di settore giovanile. Ne fece 10, di gol, invece Orazio Trombatore. Una spina nel fianco per tutti gli avversari e con il numero 7 sulle spalle. Adesso allena il Rosolini. Cominciò la stagione in granata anche Fabrizio Scatà, poi svincolatosi a metà campionato. Betta portò con sé dalla Berretti del Siracusa Marco Bottaro e Salvo Zappulla, con il primo che giocò 24 partite e il secondo sole 3. A dicembre fu il reparto meno toccato: arrivarono Cirino Giuffrida e Simone Abate dalla Leonzio. Quest’ultimo nel frattempo è diventato un bomber di razza e gioca nel Catania San Pio X. C’era anche il giovanissimo Antonio Brunelli, prodotto del vivaio netino: per lui 2 presenze in Coppa Sicilia.

Attacco. Anche qui mister Betta portò con sé 2 fedelissimi, Aleandro Gange e Paolino Giliberto, ma la concorrenza in attacco era di quelle pesanti. Della squadra dell’anno precedente venne riconfermato “bum bum” Vincenzo Accarpio, adesso centravanti del Portopalo, al quale venne affiancato Attilio Sirugo, arrivato dal Pachino e ancora oggi in attività nello Sporting Priolo (Promozione) dopo aver difeso i colori della sua Avola in Eccellenza. A inizio stagione era arrivato anche Damiano Tinè, siracusano che l’anno prima aveva giocato a Scicli, ma la sua permanenza in granata durò solo un girone. Ma è in attacco che è arrivato il grande colpo di mercato a dicembre: il Noto riuscì a portare in granata Nicola Cosimano, una vita tra Serie D ed Eccellenza. A fine stagione saranno 11 i suoi gol, tra cui quello del vantaggio contro il Campobello di Licata in finale di Coppa Promozione.


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